Fabio Bacà, il suo “Nova” tra i dodici dello Strega

2 Aprile 2022

Lo scrittore, che vive ad Alba Adriatica, è anche tra i giurati del Premio Teramo per racconti inediti

TERAMO. Profuma di Abruzzo la 76ª edizione del Premio Strega, con due nostri autori selezionati tra i dodici finalisti. Oltre a Claudio Piersanti, originario di Canzano nel Teramano, entrato in rosa col romanzo Quel maledetto Vronskij (Rizzoli, 2021), e di cui abbiamo scritto ieri, c’è anche Fabio Bacà con la sua opera seconda Nova (2021), che ha riportato nella prestigiosa competizione la casa editrice Adelphi dopo oltre un trentennio di assenza. Con Adelphi Bacà aveva pubblicato nel 2019 anche il fortunato romanzo d’esordio Benevolenza cosmica, protagonista Kurt O'Reilly e la sua fortuna sfacciata.
Cinquant’anni, nato a San Benedetto del Tronto come molti abruzzesi al confine nord, insegnante di ginnastica dolce, Bacà vive sulla costa teramana ad Alba Adriatica, di cui sono originari anche i suoi genitori. Spesso protagonista di incontri letterari nel suo Abruzzo, Fabio Bacà è stato ospite nel novembre scorso proprio con Nova a Pescara al Fla Festival di Libri e Altrecose, per una conversazione con lo scrittore pescarese Alessio Romano. Da pochi mesi, inoltre, è entrato a far parte della giuria del Premio Teramo per un racconto inedito e proprio in questi giorni ha iniziato, come gli altri sei giurati, la lettura dei racconti arrivati alla segreteria dello storico concorso letterario teramano (a fine maggio saranno annunciati i 21 finalisti).
Nelle 279 pagine di Nova, pubblicato nella collana Fabula, Fabio Bacà immagina il suo protagonista, il neurochirurgo Davide, come uno che ha imparato a neutralizzare i fastidiosi rumori di fondo e le piccole minacce della vita piatta che conduce a Lucca con una moglie convintamente vegana. Un equilibrio che può essere incrinato all’improvviso da un pretesto qualsiasi. «È quello che tenta di far capire a Davide il suo nuovo enigmatico maestro Diego: a contare, e spesso a esplodere nel modo più feroce, è quanto del cervello, qualunque cosa sia, non si sa. O si preferisce non sapere». (afu)