Fantastichini è un Re Lear che sogna leggerezza

22 Gennaio 2018

A Teramo la tragedia di Shakespeare con la regia di Corsetti: linguaggio attualissimo e tecnologie

TERAMO. I grandi personaggi teatrali sono tali perché, essendo maschere della natura umana, restano attuali per sempre. È quello che accade nella tragedia del potere di Re Lear. Vanità, adulazioni, perfidie, crudeltà, temi di grande attualità in una combinazione inedita di linguaggi e visioni della tragedia di Shakespeare in scena al teatro Comunale di Teramo per la Stagione di Prosa di Acs domani, 23 gennaio alle ore 21 e in replica pomeridiana mercoledì 24 alle ore 17. Con Ennio Fantastichini e la regia di Giorgio Barberio Corsetti presente al XVI Premio Europa per il Teatro, nuova produzione del Teatro di Roma in sinergia con il Biondo di Palermo.
Così l’innovatore del teatro contemporaneo si immerge nella scrittura del Bardo per costruire, con un linguaggio attualissimo che coinvolge il pubblico, un ponte tra presente e futuro in un’inedita, appassionata, visione per la scena. Seguendo il suo percorso di sperimentazione, che contempla l’impiego di nuove tecnologie e la drammaturgia itinerante, Corsetti compone una sinfonia infernale che ha principio nella prova d’amore pretesa da un Re dalle sue tre figlie e culmina, in un crescendo di caos, nella distruzione di un regno in cui i pochi superstiti sono chiamati a confrontarsi con la possibilità di ricostruire un futuro possibile.
Il tempo di questo Lear è adesso. Un tempo dove un Re si spoglia del potere nel tentativo disperato di vivere senza responsabilità. Un tradimento della fondamentale dimensione politica alla conquista di una estasi individuale, mentre il mondo privato e pubblico intorno a sé implode. Si legge nelle note di regia: «Lear avviene adesso, nei nostri giorni, in un mondo fluttuante, dove l’economia e la finanza ci spingono da una crisi all’altra, portandoci con loro. È la storia del potere della successione, di padri e figlie, figli e padri. Lear vuole ritrovare la giovinezza perduta, abbandonare le cure del regno, il peso delle responsabilità, poter vagare con i suoi cavalieri da un palazzo all’altro, fare bagordi e occuparsi solo del proprio piacere; per combattere la solitudine e l’approssimarsi della fine si porta dietro un seguito colorato e chiassoso, di dubbia moralità. Questo seguito è rappresentato dal pubblico che fin dall’inizio viene chiamato in causa».
Biglietti: platea I ordine €38, II ordine €35, ridotto €30; galleria I ordine €32, ridotto €26, II ordine €28, ridotto €23, young €15.