Farrell e Kidman coppia perfetta ingoiata dai rimorsi

28 Giugno 2018

Charlize Theron ingrassata 23 chili in Tully Noer firma Papillon, remake di un capolavoro 

Cita nel titolo il nocciolo della tragedia di Euripide “Ifigenia in Aulide” il film di Yorgos Lanthimos Il sacrificio del cervo sacro, premiato per la sceneggiatura a Cannes 2017. Colin Farrell e Nicole Kidman sono interpreti di un crudele racconto che unisce thriller psicologico e dramma familiare, nello stile raggelato, ermetico e simbolico del regista greco, più volte accostato al cinema dell’austriaco Haneke e al teatro della crudeltà del francese Artaud.
Steven è un ricco e carismatico chirurgo cardiotoracico, la bella moglie Anna (Kidman) è oftalmologa. Hanno due figli, Kim (Raffey Cassidy) e Bob (Sunny Suljic). Nella vita di Steven si insinua il solitario 16enne Martin (Barry Keoghan), che ha perso il padre sotto i ferri, operato proprio da Steven. Che si illude di poter “risarcire” il ragazzo dedicandogli del tempo. Martin però non ha perdonato, vuole punire il medico che ha sbagliato e lo maledice con un incantesimo: Steven dovrà sacrificare uno dei suoi figli oppure l’intera famiglia morirà atrocemente.
Nella tragedia di Euripide per volere di Artemide una cerva le viene sacrificata al posto di Ifigenia, figlia di Agamennone e Clitennestra, per consentire alle navi greche bloccate dalla bonaccia di salpare per Troia. Gli aspetti più pesanti e poco narrati della maternità, la depressione post partum e il senso di solitudine e inadeguatezza, sono al centro della commedia drammatica Tully, diretta da Jason Reitman su script di Diablo Cody. La stessa coppia di “Juno” e “Young Adult” che qui completano un’ideale trilogia sulla crescita e ritrovano l’interprete di quel secondo titolo, Charlize Theron. Ingrassata 23 chili per la parte (la diva sudafricana non è nuova a mostrificare il suo corpo divino, vedi “Monster” e “Mad Max”), Theron è Marlo, sfinita e sformata madre 40enne di tre bambini, di cui uno problematico e il nuovo arrivato non pianificato.
Il marito Drew (Ron Livingston) è gentile ma inutile, sicché il fratello ricco di Marlo, Craig (Mark Duplass) le regala una baby sitter notturna. La premurosa ma pure stravagante Tully (Mackenzie Davis), Mary Poppins 2.0, fa ordine nella vita di Marlo, che forse rivede in lei la sua giovinezza soffocata dal peso della maternità. Finale con sorpresa.
Il regista danese Michael Noer firma Papillon, remake del celeberrimo film culto del 1973 di Franklin Schaffner tratto dall’autobiografia di Henri Charrière, con Steve McQueen e Dustin Hoffman nei ruoli rispettivamente del protagonista e di Dega. Parigi, 1931: accusato ingiustamente di un crimine, Henri “Papillon” Charrière (Charlie Hunnam) è condannato all’ergastolo e deportato in una colonia penale nella Guyana francese.
Nel viaggio per l’Isola del Diavolo incontra Dega (Rami Malek), un falsario che nasconde una piccola fortuna. Dall’isola-penitenziario è impossibile scappare, ma Papillon, come lo chiamano tutti per un tatuaggio, è determinato a tentare la fuga. Il gentile e prudente Dega, un alieno nella truce comunità criminale, gli chiede aiuto e protezione in cambio del denaro per corrompere i sorveglianti. Dall’Islanda arriva L’albero del vicino – Under the Tree di Hafsteinn Gunnar Sigurðsson. I protagonisti di questa tragicommedia cinica e nera, presentata alla Mostra di Venezia, sono Agnes e Atli, giovane coppia con figlioletta. La relazione, già stracca, si rompe bruscamente quando lei sorprende lui davanti a un video porno girato con la sua ex. Sbattuto fuori casa, Atli torna dai genitori, nella loro villetta con giardino. Sull’apparente pace pesa un lutto non elaborato, il suicidio del fratello di Atli. Inoltre l’albero che sconfina nella proprietà dei vicini è fonte di lite con questi. In un crescendo di tensioni e dispetti sempre più feroci tra le due famiglie si scivola verso conseguenze devastanti.