Fazzini: quando il Duce era a Campo Imperatore

Secondo appuntamento oggi a Teramo con la rassegna “DegustaLibri - Presentazioni letterarie e prelibatezze alimentari”, ideata dal libraio Christian Simonella e organizzata dalla sua Libreria Tempo...
Secondo appuntamento oggi a Teramo con la rassegna “DegustaLibri - Presentazioni letterarie e prelibatezze alimentari”, ideata dal libraio Christian Simonella e organizzata dalla sua Libreria Tempo Libero insieme al lounge bar Ad Maiora (ore 18.30, ingresso libero, aperitivo a pagamento). Il locale al civico 19 di corso San Giorgio ospita la presentazione del libro di Andrea Fazzini L'ospite della camera 201 – Mussolini a Campo Imperatore (Piemme); converserà con l’autore la dirigente scolastica Sandra Renzi, letture dell’attore Roberto Di Donato.
L'ospite della camera 201 è il primo romanzo di Fazzini, laureato in Fisica dei biosistemi e diplomato in pianoforte. Ha iniziato come game designer per videogiochi, passando poi alla scrittura per il cinema, la fiction, l'animazione. Negli ultimi anni si è dedicato anche alla regia e alla creazione di nuove forme di storytelling interattivo. Il suo romanzo prende le mosse nel settembre del 1943, quando l’undicenne Roberto viene chiamato a lavorare come tuttofare nell'albergo di Campo Imperatore, un cubo rosso acceso a più di duemila metri sul Gran Sasso, perfetto esempi di architettura littoria. Il ragazzino intuisce subito che non sarà un lavoro come gli altri: sulla funivia lo accompagnano un carabiniere e un poliziotto e davanti all'hotel c'è un grande spiegamento di militari. Infatti non è un ospite qualsiasi l’occupante della stanza 201, ma un prigioniero. È Benito Mussolini l'uomo con cui Roberto gioca a carte e aiuta a farsi la barba ogni mattina. Dopo la presentazione del libro ci sarà un aperitivo degustazione pensato e preparato da Claudia Scarpone (gradita la prenotazione). Terzo incontro di “DegustaLibri” venerdì 28: Franco Di Michele parlerà del suo romanzo "Condominio Baltimora" (Tempo Libero Edizioni) insieme al giornalista Alessandro Di Emidio.

