Federica e Davide, incontro-scontro sui sentimenti

30 Gennaio 2016

Presentato a Pescara “I termini dell'amore”, libro a quattro mani di D’Amato e del poeta Rondoni

PESCARA. Un dibattito sull'amore giusto e ingiusto. Un dialogo tra due autori diversi e con 20 anni di differenza l'uno dall'altro. Un colloquio che nasce dagli incontri di lavoro tra i due in tutta Italia ed è poi diventato un libro ironico e cattivo, che discerne di un tema tanto alto quanto comune alla vita di ogni essere umano. “I termini dell'amore” (Carta canta Editore, €12), scritto da Davide Rondoni e dalla pescarese Federica D'Amato, è stato presentato giovedì alla Feltrinelli di Pescara. Si è parlato d'amore tanto nella vita di tutti i giorni, quanto nella letteratura. Si è discusso di sentimenti, morale e amicizia, temi trattati, come del resto nel libro, tanto con gentilezza quanto con profondità, in modo dissacrante ma appassionato.

Tutto parte da un'amicizia, quella tra Federica e Davide, e da un libro di quest'ultimo “L'amore non è giusto”. Un testo che stuzzica la curiosità della scrittrice pescarese. Una curiosità difficile da soddisfare, ma tanto stimolante da far scattare in Federica due idee: prima quella di registrare i loro incontri, poi di trasformare in libro i dialoghi con l'amico. «Per me è stata una scoperta e una fatica», ha spiegato il poeta romagnolo. «I nostri dialoghi sono stati un'occasione per capire e approfondire. Un dibattito intenso, spesso duro per le posizioni e le idee diverse che abbiamo sull'amore. Un batti e ribatti reso complesso dal fatto che Federica vuole sempre l'ultima parola». Non a caso il botta e risposta in cui si sviluppano i capitoli termina sempre con una considerazione della giovane poetessa e giornalista abruzzese.Tutto ruota intorno a quelle che per i due autori sono le «parole luminose dell'amore»: gioia, grazia, bellezza, sorriso, passione, ricordo e fine. Sette termini ognuno al centro di un incontro e, dunque, di un capitolo del libro. Sette batti e ribatti che corrispondono a sette momenti dell'amore. Così “I termini dell'amore” diventa un viaggio tematico, un percorso di pensieri imprevedibili con cui i due autori analizzano la poesia di una, cento, mille storie d'amore. Un tema che, visto da due persone che della poesia e della scrittura hanno fatto (anche) un lavoro, assume un significato e sfumature sorprendenti. «Nel libro sono io la cattiva, io che interpreto la parte di quella che rende tutto pesante», ha ammesso D'Amato incalzata dal moderatore della presentazione, il direttore del Centro Mauro Tedeschini. «Sono io la disillusa. Sono io la malinconica. Nei nostri dialoghi la differenza generazionale tra noi si inverte. E lui che, quasi con tenerezza, tenta di cerca di farmi vedere più il bello che il difficile dell'amore». «L'amore non può essere interessante se è funzionale solo al raggiungimento di un bisogno», chiosa Rondoni riassumendo il viaggio suo e di Federica, «nell'unica cosa più ingiusta della nostra esistenza».

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