Ferragnez, viadotticidio e sarrismo: i neologismi

13 Febbraio 2019

Il “Libro dell’anno” della Treccani raccoglie e spiega le nuove parole nate nel corso del 2018

In italiano molte sono le parole che terminano in –cidio e quasi tutte, derivando la loro origine dal lemma omicidio, hanno un valore negativo, evocano situazioni negative, delittuose, riguardanti la parte peggiore dell’essere umano: eccidio, femminicidio, fratricidio, genocidio, infanticidio, matricidio, parricidio, uxoricidio (solo per indicarne alcune). Il “Libro dell’anno” edito dalla Treccani ne ha, purtroppo, identificata un’altra affermatasi a partire da agosto 2018: viadotticidio (in senso figurato, il procurato crollo di un viadotto e, soprattutto, la conseguente tragedia delle vite umane perse). Questo neologismo è stato creato da Massimo Gramellini che il 14 agosto sul corriere.it scriveva: «Dello scarno comunicato che Autostrade per l’Italia ha ritenuto di dedicare al viadotticidio di Genova (il riferimento è chiaramente al crollo del ponte Morandi) colpisce anzitutto l’assenza di umanità. Neanche un pensiero per le vittime, una frasetta raccattabile dal prontuario delle condoglianze». E se il sarrismo (la concezione del gioco del calcio propugnata dall’allenatore Maurizio Sarri) dopo le ultime sconfitte pesanti subite dal Chelsea, squadra allenata dal tecnico toscano, rischia di avere vita breve, possiamo consolarci con Ferragnez, la parola registrata sempre dal “Libro dell’anno” come neologismo del 2018. L’incastro tra i nomi propri (Chiara) Ferragn(i) e (Fed)ez, nomignolo della coppia costituita dal rapper e dall’influencer italiani, è stato inaugurato il 6 settembre dello scorso anno da vanityfair.it: «I Ferragnez (sui social) valgono di più di Harry e Meghan». E se tra le parole assurte agli onori della cronaca nel corso del 2018 e registrate dal volume edito dalla Enciclopedia Italiana non possono non far sorridere orgasmometro («Rest medico per misurare le caratteristiche e l’intensità del piacere sessuale femminile») e sex doll («Bambola al silicone, con impianto di intelligenza artificiale, destinata al piacere sessuale dell’utente»), un’ultima menzione spetta alla locuzione spread delle parole o spread verbale («6 miliardi in due anni: il costo dello spread delle parole», nextquotidiano.it, 14 settembre 2018) il cui significato si spera sia sempre più chiaro a molti nostri politici: «L’effetto negativo di aumentare la volatilità su Borse e titoli di Stato italiani provocato dalle dichiarazioni contraddittorie di esponenti della maggioranza governativa in tema di politica economico-finanziaria».
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