Festa di Roma Il pubblico premia Captain Fantastic

ROMA. Si può vivere la propria utopia essendo padre di sei figli? Si può isolarli nel cuore delle foreste del Nord America, lontano dalla società, per dargli un'educazione marxista, fargli...
ROMA. Si può vivere la propria utopia essendo padre di sei figli? Si può isolarli nel cuore delle foreste del Nord America, lontano dalla società, per dargli un'educazione marxista, fargli festeggiare il compleanno di Noam Chomsky, renderli colti in tutto e abituarli a sopravvivere con la caccia? Quello che fa talebanamente il padre di Captain Fantastic, Ben (Viggo Mortensen), nel film di Matt Ross che ha vinto il Premio del pubblico Bnl, ieri alla Festa di Roma, in collaborazione con la sezione parallela di Alice nella città e in sala con la Good Films dal 7 dicembre.
La penultima giornata della Festa di Roma, che chiude i battenti oggi con la proclamazione dei vincitori, è stata ricca di appuntamenti e personaggi. Renzo Arbore ha parlato del suo rapporto con il cinema e, in particolare, della sua amicizia con Federico Fellini. Lo scrittore americano di origine molisana, Don Delillo (Underworld, Libra), ha raccontato l’importanza che ha avuto il cinema italiano degli anni Sessanta nella sua formazione. «Nella società delle immagini, la letteratura non è messa in pericolo dal cinema», ha detto lo scrittore conversado con Antoniol Monda, direttore della Festa di Roma. «Ci sono ancora persone con il bisogno di scrivere come altri hanno quello di fare film. Eppure i ragazzi dovrebbero essere consci che il futuro, se ti metti a scrivere romanzi, sarà difficile... ma lo fanno lo stesso».
Quella di ieri è stata anche la giornata di Ferzan Ozpetek, il regista turco con cittadinanza italiana, che ha portato alla Festa di Roma alcuni pezzi del suo nuovo film, “Rosso Istanbul”. «Al mio film ho messo una data, il 13 maggio 2016», ha detto Ozpetek. «Un modo per far capire che è stato girato prima del golpe in Turchia del 15 luglio. Così “Rosso Istanbul” diventa un po’, a modo suo, un film storico. Certo l'atmosfera e un certo clima si sentiva mentre giravamo. Un uomo si è fatto esplodere mentre arrivava sul set il direttore fotografia, ma in una città di 19 milioni di abitanti, alla fine, certe cose non si avvertono troppo». Girato interamente a Istanbul, e liberamente tratto dal omonimo libro del regista delle “Fate ignoranti,” il film è girato in turco con tutti notissimi attori locali e racconta il ritorno dall'estero a Istanbul dello scrittore-editore Orhan Sahin su invito del famoso regista Deniz Soysal per lavorare al suo libro. Fin dal primo giorno, Orhan si trova avvolto in una fitta tela di relazioni complicate, amici misteriosi e familiari di Deniz. «In gran parte, il romanzo, da cui è tratto il film, è autobiografico, ma in molte parti ho deviato, non mi andava di ripetere quello che avevo scritto», ha spiegato Ozpedtek. «È stata comunque un'esperienza bellissima tornare dopo venti anni a girare in Turchia. Mi sono successe cose commoventi come, ad esempio, incontrare una donna che somigliava tanto a mia madre. Insomma tanta nostalgia».
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