Festival di Cannes tre italiani contro il mondo

CANNES. Saranno ben sedici i film a scontrarsi con le tre pellicole italiane in concorso per la corsa alla Palma d'oro nella 68esima edizione del Festival di Cannes, che si apre questa sera, con la...
CANNES. Saranno ben sedici i film a scontrarsi con le tre pellicole italiane in concorso per la corsa alla Palma d'oro nella 68esima edizione del Festival di Cannes, che si apre questa sera, con la proiezione di «La Tête Haute», l’opera (un dramma sociale) fuori concorso diretta dalla regista francese Emmanuelle Bercot . Il vincitore si conoscerà il 24 maggio, giorno di chiusura della rassegna.
Paolo Sorrentino con il suo Youth-La giovinezza, Matteo Garrone (Il racconto dei racconti) e Nanni Moretti (Mia madre) dovranno vedersela sia con la nutrita pattuglia francese che con un gruppo più ristretto di americani e con tre film asiatici. Ecco i film concorrenti con quelli dei tre registi italiani.
I film in gara. Deephan (L'Homme qui n'aimait plus la guerre- Francia) di Jacques Audiard mette in scena un combattente per la liberazione della patria fuggito dalla guerra civile in Sri Lanka.
Valley of love (Francia) di Guillaume Nicloux con Isabelle Huppert e Gérard Depardieu nei panni di due genitori che hanno perso il figlio sei mesi prima.
La loi du marché (Francia) di Stéphane Brizé è un film ad alto contenuto politico. Vincent Lindon è infatti Thierry, 51 anni, un uomo che dopo 18 mesi di disoccupazione inizia un nuovo lavoro che metterà in discussione la sua stessa tenuta morale.
Marguerite et Julien (Francia) di Valerie Donzelli è un dramma romantico. Di scena la storia dell'amore proibito tra un fratello e una sorella.
Mon roi (Francia) di Maiwenn fa il ritratto di Tony, una donna ferita e travolta dalla passione.
Carol (Gran Bretagna - Usa) di Todd Haynes. Nella New York degli anni '50 due donne molto diverse, una ragazza che lavora in un grande magazzino (Rooney Mara) e una donna ricca e infelicemente sposata (Cate Blanchett) si innamorano, ma la loro passione omosessuale è destinata ad essere ostacolata. I
The sea of trees (Usa) di Gus Van Sant. Esplorando la misteriosa Sea of Trees, meravigliosa foresta che cresce alla base del Monte Fuji meglio nota come foresta dei suicidi, un uomo (Matthew McConaughey) ritrova se stesso attraverso l'incontro con un giapponese (Ken Watanabe).
Louder than bombs (Norvegia - Francia - Danimarca), primo film girato in inglese dal norvegese Joachim Trier con quattro star internazionali: Isabelle Huppert, Jesse Eisenberg, Gabriel Byrne e Amy Ryan. Protagonista una fotoreporter di guerra, che muore in un incidente d'auto, lasciando marito e due figli.
Sicario (Usa) di Denis Villeneuve (Prisoners, Enemy) è un thriller che racconta la storia di un ufficiale di Tucson in viaggio insieme a dei mercenari oltre il confine messicano per rintracciare un signore della droga.
The lobster (Irlanda, Gran Bretagna, Francia, Grecia, Olanda) del greco Yorgos Lanthimos con Colin Farrell, Rachel Weisz, Léa Seydoux, Olivia Colman, Ariane Labed, è ambientato in un futuro dispotico dove essere single è una colpa e una maledizione.
The assassin (Taiwan, Cina, Hong Kong, Francia) di Hou Hsiao-hsien. Prima incursione nel wuxia da parte del grande Hou Hsiao-hsien (Leone d'oro a Venezia per Città dolente).
Son of Saul (Ungheria) esordio di László Nemes. Il film racconta due giorni nella vita di Saul Auslander, prigioniero ungherese che lavora in uno dei forni crematori di Auschwitz.
Macbeth (Gran Bretagna) dell'australiano Justin Kurzel con Michael Fassbender e Marion Cotillard. Rivisitazione in chiave gotica della tragedia shakespeariana.
Our little sister (Giappone) di Hirokazu Koreeda. Storia di tre sorelle che vivono a Kamakura con la nonna.
Mountains may depart (Cina, Giappone, Francia) di Jia Zhangke già membro di giuria l'anno scorso. Il film segue Tao e Dong, giovane coppia innamorata.
Chronic (Messico) di Michel Franco, racconta la storia di un infermiere David (Tim Roth) incaricato di assistere alla morte dei malati terminali.
Nichilismo, pittura e autobiografia. Queste sono le tre anime dell'Italia in concorso al Festival di Cannes rispettivamente con Youth - La giovinezza di Paolo Sorrentino ammantato da un disincanto alla Louis Ferdinand Celine (suo autore culto); Il racconto dei racconti, fantasy partenopeo dove l'immagine pittorica prevale sulla parola e, infine, Mia madre di Nanni Moretti, unico girato in italiano e nel segno di un autobiografismo da sempre frequentato dal regista romano da Ecce Bombo in poi. Un terzetto che, al di là di qualche critica, già sulla carta mette un bella ipoteca sul Palmares del Festival che si conoscerà domenica 24 maggio.
La giuria. La giuria del festival è presieduta da Ethan e Joel Coen, sceneggiatori e registi americani, Joel e Ethan Coen - Presidenti (registi, sceneggiatori e produttori - Stati Uniti), Rossy de Palma (attrice - Spagna), Sophie Marceau (attrice, regista - Francia), Sienna Miller (attrice - Regno Unito), Rokia Traoré (attrice, cantante - Mali), Guillermo del Toro (regista, scenegiatore, produttore - Messico), Xavier Dolan (regista sceneggiatore, produttore, attore - Canada) e Jake Gyllenhaal (attore - Stati Uniti) .
In televisione. Il Festival di Cannes è su Sky Cinema Cult Hd con la rassegna «Cannes Cannes». Da oggi fino al 24 maggio il canale Sky dedicato al cinema cult accende i riflettori sul festival proponendo un ciclo di film premiati nelle edizioni precedenti della kermesse, in prima e seconda serata fino a sabato 23 maggio e una maratona di film domenica 24 maggio che termina alle 19.15.
Inoltre, ogni sera, su Sky Cinema 1 Hd, alle 21, appuntamento con Sky Cine News per essere aggiornati su tutte le novità della rassegna cinematografica(news e immagini dal festival anche su skycinema.it, sulla pagina Facebook di Sky Cinema, e su Twitter e Instagram con #SkyCinemaCannes). Apre il ciclo di film, oggi, un omaggio speciale ai fratelli Coen, con Il Grinta in prima serata, remake del classico western con John Wayne, e con il film vincitore del Premio Oscar 2008, Non è un paese per vecchi. Domani, in prima serata, la Palma d'oro del 1986, Mission con Robert De Niro e Jeremy Irons e, in seconda serata, il capolavoro di Quentin Tarantino, Pulp fiction, che vinse la Palma d'oro nel 1994.
(cr.sp.)
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