Finis Terrae, teatro sulle rive del lago Sinizzo

18 Settembre 2020

Oggi e domani il primo titolo della trilogia “Elogi della Fuga” per la regia di Giancarlo Gentilucci

SAN DEMETRIO NE' VESTINI. Recitare a bordo lago, parlando al pubblico attraverso delle cuffie wireless in uno spettacolo dall'allestimento unico. Si sviluppa così la proposta dell'associazione Arti e Spettacolo che questo pomeriggio e domani lancia Finis Terrae, la sua nuova produzione "site specific", ossia pensata per uno scenario particolare, nella fattispecie il lago Sinizzo di San Demetrio ne' Vestini. Appuntamento alle 18 in entrambi i giorni, per un lavoro che vede la regia di Giancarlo Gentilucci con testo di Paolo Giorgio con un contributo di Roberto Capezzali e il sound design di Diego Sebastiani.
Finis Terrae, realizzato anche con la collaborazione dell'amministrazione locale rappresenta il primo titolo della trilogia teatrale “Elogi della Fuga”, e nasce con l’intento di indagare artisticamente il tema dell’allontanamento, inteso come un viaggio intrapreso non tanto per raggiungere un luogo definito quanto, piuttosto, per allontanarsi da sicurezze che non ci sono più. Il racconto in cuffia – già sperimentato da Arti e Spettacolo con Decade, dedicato al decennale del sisma aquilano – permette allo spettatore di trovarsi in una dimensione intima e inaspettata, e di vivere un’esperienza immersiva che mescola le voci dei personaggi con musica e atmosfere sonore, offrendo e stimolando una visione diversa, unica e personale di temi che riguardano ciascuno di noi.
«Finis Terrae è uno spettacolo che parla dei giorni che stiamo vivendo tra Covid e difficoltà sul lavoro», spiega Giancarlo Gentilucci, regista e direttore artistico di Arti e Spettacolo. «La messa in scena utilizza le storie del teatro per narrare il tema dell’allontanamento dalle modalità di una vita precedente fino a raggiungere Finis Terrae, luogo che ci costringe a rinnovare totalmente le nostre vite. La storia degli uomini nel tempo, con la complicità di incidenti e allontanamenti dall’ortodossia, ha avuto a disposizione soluzioni felici per progredire. Nello spettacolo, che è collocato in un periodo storico non definito, gli attori vivono spaesamenti nostalgici che li costringono a rielaborare i principi del loro lavoro e pensare che forse la semplicità può essere l’elemento per una nuova vita più calma e sostenibile».
Il numero di posti è limitato ed è necessario l’acquisto dei biglietti in prevendita alla Libreria Polarville in via Castello all’Aquila e allo Spazio Nobelperlapace a San Demetrio. Per ricevere la propria cuffia in sicurezza si consiglia di arrivare con congruo anticipo rispetto all’orario di inizio. Obbligatorio l’uso della mascherina. In sede di acquisto, è necessario consegnare l’autocertificazione Covid. «Oltre a questo spettacolo», aggiunge Gentilucci, «siamo in procinto di debuttare a Bologna con una coproduzione con altre 2 compagnie, una emiliana e una piemontese, con lo spettacolo Giovinezza obbligatoria che avrebbe dovuto debuttare a marzo 2020 e che noi ospiteremo nella nostra rassegna al Teatronobelperlapace di Sandemetrio al via nei prossimi mesi. Non sarà una stagione facile: la nostra sala ha subìto una drastica riduzione del numero dei posti, faremo più di una replica per ciascun spettacolo. Abbiamo anche deciso di aumentare i corsi di formazione, incentivando le attività musicali, anche inserendo un seminario specifico sulla chitarra flamenca».
Nell'arco della stagione, sono in programma anche due residenze artistiche: Giacomo Vallozza con il progetto “Soffi” e Cesar Brie con Antonio Attisani per il progetto "Il gatto e la volpe”. Dall’inizio del 2021 sarà a disposizione un archivio con documenti video e cartacei sugli ultimi 30 anni di attività teatrali a L’Aquila e nel suo comprensorio, questo grazie ai volontari del Servizio civile che tengono attiva anche una sala studi.
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