Fioretti torna al best seller con Dante

“Non di solo amore – La via dantesca alla felicità” è il nuovo romanzo dell’autore lancianese
LANCIANO. Quando un insigne studioso di Dante (Francesco Fioretti, nato a Lanciano nel 1960, attualmente insegnante a Firenze) dopo aver dato alla saggistica apprezzati contributi in vari libri, decide di far confluire queste tecnicalità in una narrativa di successo (suo il best seller “Il libro segreto di Dante. Il codice nascosto della Divina Commedia”, Newton Compton Editori 2011), potrebbe esserci una duplice sorte per libri così concepiti: che dando per scontato e comune agli altri un amore per la materia, non riesca a far innamorare i lettori o che, viceversa, s’impadronisca di loro, li catturi e li spinga ad amare a loro volta il suo mondo.
Questa seconda, felice sorte di “amor ch’a nullo amato amar perdona”, per dirla con le parole di Francesca nel V Canto dell’Inferno, riesce a centrare in pieno Fioretti col nuovo romanzo (Piemme, 27 aprile 2021, “Non di solo amore – La via dantesca alla felicità”, pp. 256, €15,90) il cui protagonista è uno stimato e inquieto docente di liceo, dietro al quale – se fossero leciti paralleli autobiografici – sarebbe facile intravvedere l’Autore, o determinate trasparenti icone di lui.
Ebbene, quando entra in classe il prof Stefano Deaglio rivela subito di avere, dell’esistenza, una visione da «oste schierato in campo» a difesa della felicità. È una visione armata della vita, la sua? Sì. È una visione che cerca il contrasto, fisico e intellettuale, con la dilagante infelicità, per metterla in fuga e riconquistare le anime ad essa perdute? Sì. Ma la strategia di attacco è particolarissima: costringere i suoi studenti ad alzare gli occhi e – attraverso i loro, a levare anche il proprio sguardo –verso la felicità. «Rimuovere i viventi in questa vita dalla miseria della loro condizione e condurli alla felicità», ecco lo scopo: arduo, per una società che ha trasformato i millennials, quali sono anche i suoi studenti, in una variante sinora non censita dell’humanum genus, quella attraversata da una dolente ormonalità, riversata a irrorare l’assenza di prospettive per il futuro e gl’irrisolti problemi di identità.
Ma Dealgio è un diavolo in ciò, o meglio un arcangelo che sfodera Dante come una lunga spada vittoriosa. Così comincia a mettere in circolo agli studenti un antidoto all’infelicità, facendo loro strabuzzare gli occhi con notazioni di glottologia (la radice di felicità, l’etimo indoeuropeo della parola felicità… contiene forse il segreto della stessa?); con contributi letterari a iosa che vanno dal pensiero greco al dolce stil novo ai classici ai contemporanei, quali guide per riconoscere i propri santi nella ricerca della felicità (ci sono segreti perduti in ciò che vi si legge?); e il riferimento assoluto, la stella polare in questo percorso è Dante, uno che la felicità e il suo opposto li ha divinamente indagati dal punto di vista tanto poetico quanto filosofico nelle compensazioni di beatitudine o di dannazione della Commedia. Ecco i sestanti per approdare alle rare insulae felices risparmiate da quest’intristita società. Il tutto in lezioni su lezioni, bellissime, attraverso le quali si snoda il romanzo come un diario di vita.
Avrà in questa ricerca anche i suoi sperdimenti, il prof. Deaglio, per non dire sbandamenti, come quello per una novella Beatrice ai suoi occhi un po’ meno eterea di quella dantesca; il che fa apprezzare ancor più ai lettori quanto sia riuscito il personaggio, questo novello prof Keating attento a non farsi sfuggire alcun attimo di felicità e in grado di farsi proseliti tra i suoi studenti. Un libro fatto di scuola, di lezioni, di trasferimenti esperienziali da una generazione a un’altra e di vita privata di Deaglio; vita che viene a fondersi con tutto il contesto fino a diventare indistinguibile da esso. Deaglio/Fioretti vivono infatti “con” Dante. Ci sono libri da leggere e libri da rileggere: “Non di solo amore” appartiene alla seconda, più rara categoria, perché è quasi impossibile non rimettervi mano, dopo la prima lettura, per cercarvi altra felicità.

