Firenze abbraccia il suo Zeffirelli

18 Giugno 2019

Folla alla camera ardente. Casellati: rappresenta il genio italiano nel mondo

FIRENZE. La voce di Maria Callas, la diva, l'amica, la musa che il maestro diresse e alla quale dedicò un film, ha risuonato tutto il giorno nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, ieri, camera ardente fino alle 23 per rendere omaggio a un illustre e verace fiorentino, Franco Zeffirelli, scomparso sabato scorso all'età di 96 anni. Arie scelte che hanno accompagnato quanti, una folla nel corso della giornata, hanno voluto portare il loro saluto al maestro, il cui feretro, arrivato da Roma intorno alle 11.10, è stato accolto dal sindaco Dario Nardella e dal prefetto Laura Lega, con i figli adottivi del regista, Luciano e Pippo.
A salutare Zeffirelli un flusso costante di persone, oltre settemila a fine pomeriggio: uomini delle istituzioni, della cultura, dello sport, ma soprattutto fiorentini qualunque, e turisti stranieri che sono entrati nel Salone richiamati dal nome di un artista amato e apprezzato all'estero, soprattutto nel mondo anglosassone, ancor più che in patria. «Il maestro Zeffirelli rappresenta l'eccellenza e la genialità italiana nel mondo», ha commentato la presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, fra i primi a portare il proprio omaggio ieri mattina, che gli conferì un premio nell'aprile scorso a Palazzo Madama, dove il regista sedette da senatore dal 1994 al 2001 nel gruppo di Forza Italia. «È stato uno straordinario artista, un bastian contrario», ha ricordato Vittorio Sgarbi, suo amico e compagno di partito.
Tra i rappresentanti del mondo dello spettacolo venuti a Firenze per Zeffirelli, Leonard Whiting, il Romeo 17enne del “Romeo e Giulietta” cinematografico del 1968, mentre Andrea Bocelli ha inviato rose bianche. Per la Fiorentina, di cui Zeffirelli fu acceso tifoso, Joe Barone, braccio destro del neopatron Rocco Commisso, ha portato una maglia della squadra col numero 1 e il nome del regista; con lui lo storico capitano Giancarlo Antognoni, oggi club manager. Per noi «era come un fratello, lui ci chiamava anche le sue sorelline tedesche», il ricordo di Alice ed Ellen Kessler anche loro arrivate a Firenze così come Katia Ricciarelli: «Tutto il mondo è pieno di lui, quindi teniamocelo caro nel nostro cuore. Oggi, giorno di lutto cittadino per Firenze, i funerali: la camera ardente riaprirà dalle 9 alle 10 poi da Palazzo Vecchio il feretro arriverà in Duomo alle 11 per le esequie celebrate dal cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze.
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