Flauti, tamburi, viola e voce per un viaggio tra i “Miti”

TERAMO. Ubaldo Rosso ai flauti, tamburi e viola da gamba e l’attrice Barbara Amodio protagonisti del recital intitolato “Miti: tra metamorfosi e letteratura”, appuntamento di oggi, ore 11 nell’auditor...
TERAMO. Ubaldo Rosso ai flauti, tamburi e viola da gamba e l’attrice Barbara Amodio protagonisti del recital intitolato “Miti: tra metamorfosi e letteratura”, appuntamento di oggi, ore 11 nell’auditorium Santa Maria a Bitetto di Teramo, della stagione dell’Associazione Orchestrale da Camera “Benedetto Marcello”.
Il mito inteso nel senso etimologico del termine è un racconto di storie sulla vita del mondo, degli dèi e degli uomini. Nell’iconografia pittorica quanto nella musica. Ad Apollo, dio dell’ispirazione poetica, e alle muse che sovrintendono alle arti e alle scienze, sono solitamente attribuiti strumenti musicali. Molte le gare musicali che coinvolgono dei e personaggi del mito. E sono tanti i racconti che mettono in rilievo la forza della musica che ammalia e incanta o la capacità di alcuni strumenti, quali aulos (flauto) e timpano in contesti dionisiaci, di suscitare la trance. Lo spettacolo ruoterà allora attorno al mito in musica e in letteratura. Saranno proposti alcuni testi letterari, che traggono ispirazione dai miti, come le Metamorfosi di Ovidio, il Trionfo di Bacco e Arianna di Lorenzo il Magnifico, La Sampogna di Giovan Battista Marino e i Dialoghi con Leucò di Cesare Pavese. Il tutto accompagnato da musiche selezionate e coerenti. Ubaldo Rosso ha ricoperto il ruolo di primo flauto nell’orchestra de I Pomeriggi Musicali di Milano ed ha collaborato con il Teatro alla Scala di Milano, l’Orchestra della Rai di Torino. Dagli anni ’80 si è dedicato alla ricerca ed allo studio della musica antica su strumenti storici. Si è dedicato con grande attenzione al repertorio solistico e cameristico per flauto, esibendosi in varie formazioni in prestigiose sale in Italia e in tutta Europa, oltre che in America e in Asia. Barbara Amodio nasce a Taranto nel 1971 in una famiglia di artisti: la madre è una nota pittrice, il padre è giornalista e scrittore, il fratello maggiore è musicista. A 4 anni debutta in un docufilm per la Rai, girato ad Assisi, nel ruolo di Santa Chiara. A 10 arriva a Roma per lavorare nella compagnia di Cosimo Cinieri. L’artista di avanguardia ne scopre e comprende le capacità straordinarie e le affida, ancora bambina (a soli 11 anni) il ruolo difficilissimo di Lady Macbeth, per la sua versione storica e indimenticabile del Macbeth di Shakespeare. Dopo molti anni di lavoro con Cinieri e con altre compagnie, nel 1996 fonda con Gianni Afola, una propria compagnia: Le Nuvole Teatro.
