Fosforescenti cavallucci marini danzano

28 Luglio 2015

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Ho stracciato in mille pezzi la foto dell’amata Uma. Le ho scritto migliaia di lettere, non ha mai risposto. Il vino di zia Gasperella oggi sta sortendo un effetto curioso, vedo intorno a me tanti fosforescenti cavallucci marini che danzano.

Sono il più grande sceneggiatore del mondo momentaneamente senza soldi e sto scrivendo alacremente la sceneggiatura che darà una svolta alla mia vita e i produttori faranno a botte per accaparrarsela. Ieri, l’agente cinematografico dell’amata Uma, mi ha chiamato. La voce era calma, ferma, decisa e rauca, da fumatore incallito.

-Non c’è trippa per gatti-

Ha infine detto prima di riattaccare.

-Non c’è trippa per gatti? -

Strano modo d’esprimersi, denota una discendenza italiana. Sto qui, dentro una stanza di motel, bevo vino e scrivo una sceneggiatura. Di tanto in tanto alzo gli occhi e osservo i fosforescenti cavallucci marini che danzano.

Li guardo con occhi di gatto che fa le fusa e si lecca i baffi. Ne riesco ad afferrare uno con la mano. Piccoli occhi mi guardano dentro il pugno, lo so, anche se non li vedo. Senza sforzo potrei schiacciarlo, mi basterebbe stringere un po’.

No, lo lascio libero e subito si ricongiunge con gli altri fosforescenti cavallucci marini.

Sto scrivendo l’incipit per un film, già vedo scorrere i titoli di testa sulla parete e scaccio con la mano i fosforescenti cavallucci marini. Sciò, sciò, via, lasciatemi vedere, andate a danzare da qualche altra parte.

L.S.D. Production presenta:

Uma Thurman in Fosforescenti cavallucci marini danzano. Con la partecipazione straordinaria di Johnny Depp nella parte del postino. Soggetto e sceneggiatura di Paul Distanza, regia di Terry Gilliam.

Mi verso da bere, il vino di zia Gasperella continua a sortire un effetto curioso. Mi accomodo sulla poltrona. Dalla tasca della giacca tiro fuori gli occhialetti 3D e li inforco.

Bussano alla porta, accidenti, proprio adesso.

Vado ad aprire. E’ la proprietaria del Motel, dice che sono in arretrato con i pagamenti e che lei non può più aspettare i fantomatici bonifici bancari che dovrebbero arrivarmi e che invece non arrivano mai. In testa ha degli assurdi bigodini colorati.

-Miss Zappacosta, che piacere vederla-

Le offro un bicchiere di vino e quando le porgo il bicchiere, solo allora lo noto.

Tiene in braccio un bell’esemplare di bulldog francese. La cara bestiolina mostra in bella evidenza i suoi aguzzi denti. Una specie di sorriso.

I fosforescenti cavallucci marini hanno smesso di danzare. Guardo Miss Zappacosta con una faccia da ebete e tolgo gli occhialetti 3D. Il vino continua a sortire un effetto curioso.

Lei beve il vino e ne chiede un altro bicchiere.

-Non ha il becco di un quattrino, lo so. In qualche modo però dovrà pagarmi-

E mi guarda come fossi una pietanza prelibata, un bel bocconcino.

Allora le afferrò la mano, per poco il bulldog francese non me la stacca con un morso. Lei poggia la cara bestiolina sul pavimento, i fosforescenti cavallucci marini si rimettono a danzare e il cagnolino si accuccia sotto la poltrona.

Io con ancora in mano, la mano di Miss Zappacosta, inizio a baciarla, una due, tre volte. Lei per poco non sviene, la prendo in braccio e l’adagio sul letto.

Miss Zappacosta si aspetta da me virilità, dice che il vino le ha dato alla testa.

Non me la sento, se non amo non riesco, non riesco proprio. Per fare sesso debbo essere sentimentalmente coinvolto.

Mi avvicino al suo orecchio e le sussurro piano la sceneggiatura che sto scrivendo e che darà il via a una serie infinita di bonifici bancari, da Hollywood a me.

-Come tutti i postini- inizio a dirle, -anche quello del mio film suonerà due volte-

Il grazioso faccino del bulldog francese fa capolino da sotto la poltrona con i suoi aguzzi denti. Una specie di sorriso.

-Miss Zappacosta, il suo cagnolino sta ridendo? -

-Oh sì Paul, scopami-

Rimango interdetto senza dire e fare nulla. Lei si alza dal letto delusa ed esce dalla stanza, il bulldog francese la segue scodinzolando.

Cerco di continuare a scrivere ma non mi riesce. Allora mi metto a incollare su un foglio i mille pezzi della foto dell’amata Uma che ho stracciato, non trovo il naso.

Di nuovo bussano alla porta, ancora Miss Zappacosta, stavolta senza gli assurdi bigodini colorati in testa. Ammiro la sua ostinazione. In mano ha un vassoio.

-Le ho portato da mangiare-

-Grazie, non doveva disturbarsi-

La guardo come un ebete, indeciso se mettere gli occhialetti 3D, non lo faccio. Poi le dico, così, tanto per essere cortese.

-Vuole cenare con me? -

-Oh sì, ho portato anche le candele-

E in men che non si dica, apparecchia per due sulla scrivania.

Iniziamo a mangiare in silenzio, un colpo di tosse lei, un altro io.

-Paul, che belli i suoi cavallucci marini, lo sa che la femmina depone le uova in una speciale sacca incubatrice nel ventre del maschio situata vicino all’apertura anale?

Non rispondo, continuo a mangiare.

Da dietro la porta sento il bulldog francese ringhiare.

I fosforescenti cavallucci marini continuano a danzare.

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