Fumo al piano per Morricone e lo swing di Bosso in quartetto

10 Luglio 2021

La prima volta del maestro abruzzese: «Suonare nella mia città è speciale»

PESCARA. Gli attacchi micidiali di Fabrizio Bosso. L’immensa cultura pianistica di Marco Fumo. Serata importante quella di oggi al Pescara Jazz. Sul palco dell’arena del porto turistico si alterneranno dalle 21.15 il trombettista dallo swing proverbiale in quartetto e il musicista abruzzese
È la prima volta di Marco Fumo in piano solo al Pescara Jazz. E debutta con il concerto di presentazione del suo nuovo disco “Il mio Morricone” (Odradeck records) in uscita mondiale il 2 luglio scorso, omaggio al premio Oscar di musiche da film Ennio Morricone a un anno esatto dalla sua scomparsa.
Fumo, è emozionato?
«Direi proprio di sì. Tornare a suonare nella propria città e per la prima volta al festival jazz di Pescara mi mette in una situazione emotiva particolare, sai che sono presenti anche i tuoi amici, colleghi, persone che ti conoscono».
Quale sarà la scaletta?
«Seguirò integralmente la successione (cronologica) dei tredici brani riportati nel disco. Preludi e canzoni, “Nuovo Cinema Paradiso” e ovviamente “Rag in frantumi”, il brano causa della mia lunga frequentazione, conoscenza ed amicizia con il maestro Morricone. In più prevedo un fuori programma a fine concerto, trattandosi di un festival jazz vorrò suonare il tema blues scritto da Amedeo Tommasi che ha collaborato con Morricone alla scrittura della colonna sonora del “Pianista sull'oceano”. Il mio omaggio a un intelligente arrangiatore e compositore venuto a mancare lo scorso aprile».
A quale brano del nuovo disco si sente più legato?
«Certamente al brano scritto per me da Morricone, “Rag in frantumi”, unico brano che avevo già inciso in altri due miei dischi, un pezzo dalla ritmica che richiama il jazz per quanto sia una scrittura contemporanea».
Qual è stata l’originalità di Morricone?
«Per Morricone il futuro della musica è nella musica per film perché devi saper scrivere tutti i generi, conoscere uno spettro musicale totale in grado di coprire qualsiasi situazione emotiva suggerita dal film. La sua originalità e ricchezza è che nella sua idea musicale ha mischiato alto e basso, musica colta e non, portando tutto a un livello alto, usando parametri della musica contemporanea, inoltre ha introdotto strumenti e suoni particolari che già usava negli arrangiamenti, il fischio, la voce, il flauto di Pan, d’altra parte ha inventato il rotolare del“Barattolo” cantata da Gianni Meccia. Morricone ha lavorato molto all’arrangiamento per case editrici di musica leggera, la sua è stata un'esperienza a tutto tondo nel mondo della musica».
Prossimi progetti?
«Portare a termine il mio “Scarlatti senza tempo”, e lavorare a un nuovo disco di musica brasiliana dove il mio amato ragtime non c'è».
L’attraversamento disinvolto di generi, stili e autori nella musica è sua prerogativa da sempre.
«Ho sempre vissuto la musica spaziando, andando oltre spartizioni e confini. Il mio stesso repertorio non è catalogabile. La musica è patrimonio eterno e inalienabile dell’umanità, ciò che muove il mio lavoro è la ricerca di una matrice comune, il dialogo incessante oltre i confini di tempo e di spazio».