Futurismo, il segno dell’avanguardia

Da domani a Lucca in mostra le incisioni del movimento artistico italiano
Il Futurismo non fu solo pittura, scultura o parole in libertà. Nello spettro ampio delle forme d' arte in cui si sviluppò il movimento artistico, una importanza particolare ma poco conosciuta ha avuto l'incisione, a cui si dedicarono nomi del calibro di Umberto Boccioni, Luigi Russolo, Carlo Carrà, Gino Severini, Mario Sironi, Fortunato Depero. L' occasione per il primo approfondimento organico di questo filone arriva con la mostra «Il segno dell'avanguardia. I Futuristi e l'incisione», in programma a Lucca da domani al 15 aprile alla Fondazione Ragghianti. In esposizione circa 150 opere - xilografie, litografie, acqueforti originali, prodotte da matrice - dalla fine dell’Ottocento al 1944, l'anno della morte di Filippo Tommaso Marinetti.
«Il Futurismo è stato esplorato in ogni direzione», spiega Francesco Parisi, curatore della rassegna insieme con Giorgio Marini. «Furono fatti 'manifestì su tutto ma a differenza delle altre avanguardie, come ad esempio gli espressionisti tedeschi, i Futuristi italiani tenevano l' incisione in disparte, nonostante molti artisti praticassero questa tecnica più come campo sperimentale che per effettiva necessità espressiva».
Al centro dell' attenzione c'era sì la pittura, ma tanti giovani esponenti dell' avanguardia di Marinetti avevano dato vita anche a riviste autoprodotte e il modo migliore per illustrarle era ricorrere alla xilografia, con l'uso di matrici di legno che consentiva risparmi notevoli. L'analisi si snoda in tre sezioni cronologiche: Simbolismo, Prefuturismo e Futurismo e abbraccia anche «la produzione grafica di matrice simbolista, crepuscolare o d'intonazione divisionista che precedette il lavoro più propriamente futurista di alcuni artisti come Russolo, Sironi, Boccioni, Carrà, che soltanto successivamente avrebbero aderito alle istanze marinettiane». Alle opere di questi artisti si affiancheranno quelle di Severini, Sironi, Depero, Ardengo Soffici, Primo Conti, Giorgio Morandi, Osvaldo Bot, Antonio Marasco, Duilio Cambellotti, Thayaht, Giannetto Malmerendi, Arturo Martini, Emilio Notte, Anselmo Bucci, Roberto Iras Baldessari, Carlo Erba, Francesco Dal Pozzo e Renato Di Bosso.
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