Gaffe di Lippi con Amaral: «È umano o un primate?»

30 Marzo 2023

AVEZZANO. Ercole Amaral è diventato suo malgrado famoso per colpa di un’uscita infelice di Claudio Lippi. Il conduttore nel corso di “Da noi ... a ruota libera” su Rai 1 ha fatto una battuta sui...

AVEZZANO. Ercole Amaral è diventato suo malgrado famoso per colpa di un’uscita infelice di Claudio Lippi. Il conduttore nel corso di “Da noi ... a ruota libera” su Rai 1 ha fatto una battuta sui capelli riccio afro del 22enne di Avezzano (ne compirà 23 ad agosto e vanta oltre 3.500 follower su Instagram) che ha fatto discutere per giorni il popolo del web. Ma andiamo con ordine. Nel corso della puntata di domenica 19 marzo del programma condotto da Francesca Fialdini, Lippi, ospite in studio, ha richiamato l’attenzione del ragazzo presente tra il pubblico e riferendosi alla sua chioma riccia ha detto: «Ma è fantastico, è italiano? Ah, metà brasiliano? Ma sempre nell’atto umano, cioè è un essere umano, non è un primate». Nel pomeriggio di martedì la conduttrice ha ospitato in studio Amaral per permettergli di dire la sua e per chiarire cosa fosse successo sette giorni prima. Nel corso dell’intervista sia il modello e rapper di Avezzano che Francesca Fialdini hanno ammesso di non essersi accorti, nell’immediato, della gaffe di Claudio Lippi. «Premetto che la polemica non è partita da me e non è dipesa da me», ha detto il giovane italo-brasiliano ai microfoni di Rai1. Poi ha precisato che lui non si è offeso per le parole di Lippi e che fuori dallo studio dopo la puntata incriminata il conduttore ha tenuto a chiarirsi con lui, chiedendo se si fosse offeso e scusandosi nel caso. Prima di tornare al suo posto il ragazzo ha comunque consigliato «a Claudio Lippi di chiedere scusa non a me, perché ribadisco che non ho preso sul personale le sue parole, ma alle tante persone che sui social si sono offese, perché comunque non sono belle parole». E Fialdini ha concluso: «In questo momento così folle di comunicazione, sui social, è passato lui per razzista, perché secondo qualcuno avrebbe accettato questa battuta, e sono diventata razzista anche io quando, da 4 anni, qui, in questo studio, non faccio altro che raccontare storie di inclusione».