Gay in Abruzzo eroine con l’arco e vecchie signore

TERAMO. Tanto Abruzzo nel nuovo film di Riccardo Milani “Scusate se esisto!”, commedia sentimentale su finzioni e equivoci che affronta col sorriso temi seri come la sempiterna discriminazione di...
TERAMO. Tanto Abruzzo nel nuovo film di Riccardo Milani “Scusate se esisto!”, commedia sentimentale su finzioni e equivoci che affronta col sorriso temi seri come la sempiterna discriminazione di genere e il pregiudizio verso le persone omosessuali. Abruzzese la protagonista, l’architetta Serena Bruno, Paola Cortellesi, qui anche sceneggiatrice insieme al marito regista (peraltro l’attrice romana è abruzzese da parte di madre). Inoltre a Anversa degli Abruzzi sono state girate alcune sequenze con Cortellesi, Raoul Bova, Marco Bocci. Bova è Francesco, ristoratore separato e con un figlio, fascinoso e sensibile, scambiato da Serena per il compagno ideale; Bocci è Nicola, terzo lato del triangolo, ma non il lato che si pensa. Tra Serena e Francesco, coinquilini e complici, quasi una coppia di fatto, si instaurerà la solidarietà di chi è costretto a mentire per affermare diritti, talento, competenza. Francesco dissimula infatti da sempre la sua gayezza; Serena, nonostante sia diventata a Londra un’architetta quotata, a Roma è costretta a fingersi l’assistente di se stessa (o meglio, dell’architetto Bruno Serena) per presentare il suo progetto di riqualificazione verde del mostro urbanistico Corviale. Nel cast Lunetta Savino, Ennio Fantastichini, Corrado Fortuna, Cesare Bocci, Stefania Rocca.
Il tema dell’omosessualità è centrale nel poetico film di Ira Sachs “I toni dell’amore”, con John Lithgow e Alfred Molina nei panni di una matura e stabilissima coppia newyorkese. Ben e George dopo quasi trent’anni di felice convivenza decidono di sposarsi, ma le pubblicazioni provocano il licenziamento in tronco di George, insegnante di musica in una scuola cattolica. Non potendo più pagare le rate del mutuo del loro piccolo appartamento a Chelsea, i due si separano dolorosamente. Ben trasloca dal nipote, George da una coppia di amici poliziotti.
Per i più giovani ecco il penultimo atto della saga “Hunger Games” dai libri di Suzanne Collins, “Il canto della rivolta: parte 1”, sempre con l’eroina Katniss Everdeen di Jennifer Lawrence, affiancata dal Peeta Mellark di Josh Hutcherson. La ragazza con l’arco scopre che il ribelle Distretto 13 è ancora in lotta con Capitol City e il suo dispotico presidente Snow (Donald Sutherland). Incoraggiata da Alma Coin (Julianne Moore), presidente del Distretto, Katniss combatterà con i ribelli. Cast di stelle, Liam Hemsworth, Philip Seymour Hoffman (morto a fine riprese), Woody Harrelson, Stanley Tucci, Sam Claflin.
Dalla Gran Bretagna arriva un piccolo film di impianto teatrale con grandi interpreti, “My Old Lady”, che Israel Horovitz, qui alla prima regia, ha tratto da una sua pièce. Kevin Kline, Maggie Smith, Kristin Scott Thomas animano le pungenti schermaglie tra Mathias, newyorkese volato a Parigi per liquidare il lussuoso appartamento ereditato dal padre, e le legittime occupanti, l’anziana Mathilde e sua figlia Chloé. Liberare casa dalle caparbie signore non sarà facile.
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