Giò Di Tonno: mi rimetto la gobba di Quasimodo per stupirvi ancora...

31 Gennaio 2016

Il cantautore pescarese si racconta mentre prepara il grande ritorno in scena nel musical Notre Dame de Paris

di Rosa Anna Buonomo

Era il 1998 quando al Palais des Congrès di Parigi “Notre Dame de Paris” debuttava nella sua versione originale. Quattro anni dopo al Gran Teatro di Roma, costruito per l’occasione, si teneva la prima di quello che sarebbe diventato il musical dei record. La versione italiana, prodotta da David Zard con musiche di Riccardo Cocciante e l’adattamento di Pasquale Panella, è stata da subito un trionfo. Dopo quattro anni di sosta, l’opera moderna più celebre al mondo tornerà a incantare le platee di tutta Italia. La notizia, che ha fatto gioire i fan italiani, è che i ruoli saranno ricoperti, quasi nella totalità, dagli artisti che componevano il cast originale. Il Centro ha intervistato il cantautore e “cantattore” pescarese Giò Di Tonno, in occasione del suo ritorno sulle scene nel ruolo di Quasimodo. Ecco cosa ci ha raccontato.

Torna a interpretare Quasimodo, il personaggio che le ha dato celebrità. Quali sono le sensazioni?

Molto positive, di grande consapevolezza. La condizione fondamentale affinché accettassi di rifare Notre Dame era proprio la possibilità di tornare a esibirmi con il cast storico. Non per snobismo, ma perché ha un senso per quello che è stato il mio vissuto legato a questo musical. Sono quasi 10 anni che non facciamo Notre Dame insieme: sarà una bella rimpatriata. Questo desiderio di vederlo o rivederlo con noi è stato forte, negli anni, anche nel pubblico. Era il momento giusto.

Il tour debutterà a marzo a Milano e farà tappa alla Civitella di Chieti dal 24 al 27 agosto. Come vi state preparando?

Febbraio sarà di prove intense. Inizialmente la preparazione è più individuale. Ci sarà, poi, un lavoro con Riccardo Cocciante sui brani, anche per leggerli in una chiave un po’ diversa. Dobbiamo mettere nelle canzoni quello che siamo noi adesso. Le voci cambiano, maturano. Cambiamo noi, le nostra esperienza, il nostro background. Per essere credibili, sinceri, dobbiamo metterci quello che siamo adesso, andando di pari passo con quello che è il personaggio

Quasi mille repliche in undici anni e quattro anni di sosta. Ora un nuovo tour che promette di collezionare sold out su sold out. Qual è la forza del musical?

Sta nella semplicità. E’ uno spettacolo che accontenta tanti palati. E’ trasversale, le melodie sono orecchiabili, accattivanti, popolari. I testi sono molto intensi. E’ una storia sempre moderna, che coinvolge perché appartiene un po’ a tutti. C’è fusione perfetta tra testo, musica e quello che è l’adattamento di un testo della letteratura nel quale si rispecchiano in tanti perché racconta di diversità, passioni e sofferenza. Temi molto attuali. E poi la sincerità dei sentimenti con cui lo mettiamo in scena; è una peculiarità che Riccardo cercava in tutti noi interpreti e fa la differenza. Notre Dame è un piatto ben riuscito dove tutti gli ingredienti sono fusi nel modo più giusto.

Se non avesse interpretato Quasimodo, quale ruolo le sarebbe piaciuto?

Frollo, perché amo questi ruoli un po’ più estremi, sofferti, dove l’animo umano viene scandagliato. Non siamo mai soltanto una cosa. Frollo è cattivo, ruvido, cinico, ma è un uomo come tutti gli altri. Non lo amo più di Quasimodo ovviamente, ma se avessi dovuto scegliere un’alternativa sarebbe stata quella.

Nel ruolo di Esmeralda, l’amica Lola Ponce, con cui ha condiviso anche il palco dell’Ariston...

La nostra è un’amicizia sincera, bella, pura, duratura. Si può star lontani per anni e fare cose diverse, intraprendere strade diverse, ma poi, quando ti rivedi, ti accorgi di quanto tutto sia saldamente dentro di te. Le nostre vite sono cambiate tanto. Lei vive a Miami ed è mamma di due bimbe, io mi sono sposato e ho il mio bambino, ma ci si guarda sempre con gli stessi occhi e la stessa voglia di condividere il palcoscenico, la cosa che più di tutte ci accomuna.

Insieme al Notre Dame è impegnato in altri progetti?

Sto lavorando a un mio spettacolo, un’opera moderna. Una cosa importante a cui vorrei dar vita subito dopo il tour con Notre Dame. E’ uno spettacolo ambizioso, ma credo di avere l’esperienza e l’età giuste per fare una cosa tutta mia.

Lei viene da una lunga gavetta. Cantante e attore di musical, cantautore. Ha vinto il Festival di Sanremo e per due volte la trasmissione Tale e Quale show. Oggi sempre più giovani tentano la strada dei talent. Una sua opinione?

I talent sono una possibilità che i ragazzi hanno. È anche giusto che ci siano delusioni, ci si deve passare per queste cose. Ma il mio consiglio è quello di studiare e farsi trovare veramente pronti in un mondo che non è semplice. Ai ragazzi dico: andate, ma con attenzione, perché se non si ha la giusta preparazione ci si potrebbe far male.

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