Giallini-Gassmann, due prof contro

Sullo schermo come nella vita uno anti web l’altro tutto social
ROMA. Ernesto (Marco Giallini) e Filippo (Alessandro Gassmann) sono due professori-contro in “Beata ignoranza” di Massimiliano Bruno in sala da domanicon 01 in più di 300 copie. Il primo è rimasto «un cartaceo» (ha un telefonino di prima generazione e legge libri), il secondo è invece un digitale, uno che vive perennemente on line tra social e Whatsapp. Tra loro, che si odiano anche per motivi personali e insegnano nella stessa scuola, una scommessa che diventerà poi un documentario: quella di cambiare vita per un mese.
Ernesto dovrà vedersela con uno smartphone che non ha mai posseduto, Filippo dovrà privarsene e restare per troppi giorni “scollegato”. Un dramma. «Volevo sollevare, con la leggerezza di una commedia, il problema: se si è più veri quando si è collegati on line o quando non lo siamo? Insomma dove troviamo più soddisfazione», spiega Bruno (Gli ultimi saranno ultimi), «nella realtà o sul web? Anche mio padre, che non è certo giovane, era felice per giorni perché aveva ottenuto ben 50 like con un suo post. Ora funziona così».
«La genesi del film», aggiunge il regista, «è un post che ho scritto su Fb qualche anno fa, in cui mi lamentavo del fatto che non riuscivo più ad andare al cinema, teatro, oppure vedere gli amici perché perdevo troppo tempo sui social network». Perché Gassman e Giallini a rappresentare questo scontro tra chi sostiene e chi odia i social? «Marco e Alessandro mi sembravano i prototipi giusti», scherza Bruno, «per raccontare questi due tipi di anime, Gassman anche nella vita è molto superficiale e Giallini è un anziano travestito da motociclista della Nomentana!».
Tornando ai due protagonisti, Filippo è uno perennemente collegato al web dunque, ma anche seduttore seriale, teorizza anche a scuola che la sua materia, la matematica, la si può tranquillamente imparare sul cellulare. Dunque niente libri in classe. Ernesto è invece un catto-comunista, rigorosamente senza computer, tradizionalista. Ed è probabilmente l'ultimo possessore vivente di un Nokia del 1995. Ma l'odio tra i due nasce dal fatto che hanno amato nel passato la stessa donna (Carolina Crescentini), poi sposata con Ernesto con la quale ha avuto una figlia, Nina (Teresa Romagnoli), ma che forse non è sua. «Proprio come nel film», dice Giallini, «ho un pessimo rapporto con il web, non per snobismo, ma solo per il fatto che non sono capace ad usarlo. Quando mi arriva tutte le mattine un messaggio del tipo “buongiorno mondo”, alla fine mi rompo le palle».
Di diverso parere Gassmann: «Il mio rapporto con internet e i social è buono. Credo sia importante partecipare e, soprattutto, utilizzare questo mezzo capace di fare cose meravigliose od orribili. Basti pensare anche all'elezione di Donald Trump. Io da parte mia faccio le mie piccole battaglie civili su twitter e di questo sono contento. Secondo me l'utilizzo del web dovrebbe essere insegnato a scuola». E dall'attore, che proprio su twitter ha condotto una sua battaglia personale contro la chiusura del Teatro Valle di Roma una battuta a favore della amministrazione Raggi della Capitale: «Dopo cinque anni di battaglie sembra che stiano per iniziare i lavori. Questa sarebbe la prima amministrazione ad interessarsi al Valle». Nel cast di Beata ignoranza anche: Valeria Bilello, Giuseppe Ragone e Malvina Ruggiano.