Giallini è Tempesta guru della finanza ai servizi sociali

12 Aprile 2018

Il film di Luchetti è girato a Campo Imperatore Gli ultimi anni di Oscar Wilde in The Happy Prince 

Cosa succede quando uno squalo dell’alta finanza sconta un anno di pena ai servizi sociali? Prendendo lo spunto, ma solo quello, dall’affidamento di Silvio Berlusconi al centro Sacra Famiglia di Cesano Boscone, il regista romano Daniele Luchetti racconta la parabola di un potente finanziere nella commedia Io sono Tempesta, oggi nelle sale.
Marco Giallini è il cinico Numa Tempesta, genio del male della finanza che gestisce un fondo da un miliardo e mezzo di euro e vive da solo nei lussuosi alberghi che compra e vende. Per una vecchia frode fiscale viene condannato a 12 mesi da scontare in un centro di accoglienza per senzatetto nel popolare quartiere romano San Lorenzo. Addetto alle mansioni più umili, l’ex potente e ricchissimo Numa dovrà mettersi a disposizione di chi non ha nulla. E tra i poveri finirà per trovare i primi amici, Nel centro familiarizzerà soprattutto con Bruno (Elio Germano), disoccupato con figli a carico. Riprese anche in Abruzzo, sull’altopiano di Campo Imperatore “travestito” da Kazakistan, meta di Numa per un grosso affare.
In sala anche la prima regia di Rupert Everett The Happy Prince, dolente e partecipe ritratto del poeta, scrittore e drammaturgo Oscar Wilde negli ultimi anni di vita, dal 1897 al 1900, malato, povero e in autoesilio tra Italia (a Napoli) e Francia. Di Wilde si ricordano i verticali aforismi, spesso (ab)usati a sproposito, le impertinenti commedie, la critica beffarda della società vittoriana, ponendo in ombra la persecuzione giudiziaria di cui fu vittima per la sua dichiarata omosessualità. Quasi una figura cristologica, che va incontro al martirio (la condanna a due anni di lavori forzati), ha sottolineato nelle interviste Rupert Everett, che ha scritto, diretto e interpretato il film (indossando protesi per avvicinarsi alla pinguedine di Wilde). Nel ricco cast Emily Watson (la moglie Constance), Colin Firth (l’amico giornalista Reggie Turner), Colin Morgan (Alfred “Bosie” Douglas, distruttivo amore di Oscar Wilde), Edwin Thomas, Tom Wilkinson, Béatrice Dalle. Trailer internazionale con musica del teramano Luca D'Alberto.
Dalla Francia arriva La casa sul mare di Robert Guédiguian: fratelli ultracinquantenni si ritrovano nella villa su una baia vicino Marsiglia, attorno al padre in fin di vita. Lì da ragazzi sono stati felici Angèle (Ariane Ascaride), attrice a Parigi, Joseph (Jean-Pierre Darroussin), professore innamorato della molto più giovane Bérangère (Anaïs Demoustier), e Armand (Gérard Meylan), l’unico rimasto in paese a gestire il ristorante di famiglia. Si fanno bilanci, anche aspri, mentre intorno tutto cambia. L'arrivo dal mare di tre piccoli profughi distoglierà i tre fratelli dai loro pensieri.
Il sudcoreano Kim Ki-duk, pluripremiato autore amato dai cinefili, Leone d’oro a Venezia nel 2012 con “Pietà”, riflette sulle divisioni del suo Paese con Il prigioniero coreano. Il pescatore Nam Chul-woo (Ryoo Seung-bum) abita in un villaggio della Corea del Nord e getta tranquillamente le reti nelle acque al confine tra i due Stati. Un giorno un’avaria ferma il motore della barca, trascinata a sud dalla corrente. Nam si ritrova nel Paese nemico, scambiato per una spia. Liberato e tornato al nord, dovrà convincere le autorità di non esser stato contaminato dal capitalismo di Seoul.
The Silent Man di Peter Landesman ripercorre la storia di Mark Felt (Liam Neeson), vice di Edgar Hoover all’Fbi. Felt fu la famigerata “gola profonda” che nel 1972 permise ai giornalisti investigativi del Post di scoperchiare lo scandalo politico Watergate. Infine notti da leonesse per la guru Ryan, la blogger Sasha, l’infermiera Lisa e la sciroccata Dina ne Il viaggio delle ragazze di Malcolm D. Lee, con Jada Pinkett Smith, Queen Latifah, Regina Hall e Tiffany Haddish nei panni delle scatenate amiche dirette a New Orleans.
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