Gio Evan fa tappa a Pescara con “Abissale”

Lo scrittore, cantautore, poeta, performer che spopola dal web a Sanremo sarà al teatro Massimo il 27 novembre
PESCARA. Gli aforismi tratti dai suoi lavori hanno spopolato sui social, contribuendo a farlo arrivare dritto al cuore del pubblico. Scrittore, cantautore, poeta, performer: Gio Evan, al secolo Giovanni Giancaspro, è un artista poliedrico e sempre sorprendente. Il trentatreenne pugliese farà tappa al teatro Massimo di Pescara, sabato 27 novembre dalle ore 21, con il suo nuovo tour teatrale “Abissale”.
Lo scorso marzo, Gio Evan ha calcato il palcoscenico dell’ Ariston di Sanremo, concorrendo tra i big della kermesse canora con il brano “Arnica”, cui ha fatto seguito l’uscita del disco “Mareducato”, pubblicato per Polydor/Universal, e del suo nuovo libro di poesie “Ci siamo fatti mare” (Rizzoli). «“Abissale” è il nuovo invito a vivere di profondità in superficie e non di profonda superficialità», racconta. «Educare in latino è “educere”, “condurre fuori”. Dunque, l’etimologia ci indica che l’educazione non è materiale che da fuori mettiamo dentro, bensì il suo viceversa. È la nostra integrità, sono le consapevolezze già tutte integre dentro noi che vengono emesse nel mondo esteriore. “Mareducato” si riappropria di questa definizione, è il coraggio di ricondurre noi stessi fino all’abisso fondo, dove risiede il nostro sé più intimo. Si parte dalla riva e si arriva all’abisso. Mareducato è il percorso che facciamo quando scegliamo il cammino della conoscenza, della profondità che conduce a noi. È una nuova forma di educazione, quella dettata dall’infinito». Il brano con cui ha concorso al Festival di Sanremo 2021, “Arnica”, lo ha scritto dopo essersi rotto un dito durante una arrampicata. «È una metafora: come l’arnica può curare i traumi fisici, così con la canzone ho alleviato i traumi dell’anima. Un fiore perenne che nella sua fragilità tende all’immortalità e diventa balsamo per attutire le botte del mondo».
La canzone è contenuta nel disco “Mareducato”, concept album ricco di citazioni e di riferimenti alla letteratura, al cinema, alla pittura, alla religione. Il suo nome d’arte, Gio Evan, nasce da un incontro: glielo ha dato un membro della popolazione indigena Hopi, in Argentina, in riferimento a Giovanni Evangelista. Negli anni che vanno dal 2007 al 2015, Giovanni ha intrapreso un viaggio in bicicletta che lo ha portato in India, Sudamerica, Europa. Risale al 2008 l’uscita del suo primo libro di poesie, “Il florilegio passato”, che racconta dei suoi avventurosi viaggi. Tra il 2012 e il 2013, fonda Le scarpe al vento, progetto musicale in cui scrive, canta e suona la chitarra. Nel 2014 ha avviato due progetti per le strade francesi: “Gigantografie” e “Le poesie più piccole del mondo”. Tra i romanzi pubblicati: “La bella maniera” (Narcissus, 2014). “Biglietto di solo ritorno”, il suo album di esordio pubblicato per MArteLabel nel 2018, lo ha portato in tour in Italia e in Europa.

