Gioco infinito e nulla cosmico C’è “Finale di Partita” di Beckett

PESCARA. Un capolavoro del teatro dell’assurdo la proposta del Florian Metateatro di Pescara per domani alle 21 e domenica 26 febbraio alle 17.30: “Finale di partita” di Samuel Beckett, con Roberto...
PESCARA. Un capolavoro del teatro dell’assurdo la proposta del Florian Metateatro di Pescara per domani alle 21 e domenica 26 febbraio alle 17.30: “Finale di partita” di Samuel Beckett, con Roberto Negri e Vito Latorre, regia di Roberto Negri, in scena al Florian Espace di via Valle Roveto per “Classici contemporanei”nell’ambito della rassegna “Teatro d'autore ed altri linguaggi”, direzione artistica Giulia Basel.
«Prima danzare, poi pensare. È questo l'ordine naturale delle cose», scriveva il grande drammaturgo, scrittore, poeta, traduttore e sceneggiatore irlandese. L’attesa, l’ineluttabilità, l’indefinitezza sono caratteri salienti dell'universo onirico di Samuel Beckett. Ed ecco Hamm e Clov, due maschere archetipiche, due esseri catapultati nel nulla cosmico, nella solitudine di un mondo grigio e deserto (li avevamo già incontrati, erano Pozzo e Lucky di “Aspettando Godot”), immutabili nel conflitto servo/padrone, padre/figlio, martello/chiodo. Scelgono l'unica forma di salvezza: il gioco. E tra tutti, il più antico dei giochi: il teatro. Fingono di essere altrove e, ormai stanchi di attendere il Dio Godot, creano essi stessi i propri universi. Il potere evocativo delle parole supera i limiti della segregazione e dell’isolamento e poi dello spazio e del tempo. Consapevoli che per ogni partita «la fine è nel principio eppure si continua», sondano le profondità dell'anima con curiosità di clown, per scoprire che vale la pena solo giocare. Bambini sempre, fino alla fine dei giochi. «Non c’è niente di più comico dell’infelicità»: questa frase di “Finale di partita” è, per sua stessa dichiarazione, la sintesi del pensiero di Beckett sul teatro, sulla vita.
Ingresso € 10, ridotto €8, info: 085 4224087 393 9350933.