Giurie popolari: Premio Croce a Gruber, Alaymo, Ainis e Sgarbi

29 Maggio 2017

SULMONA. Il volume "Carne mia"di Roberto Alaymo (Sellerio), per la narrativa, "Prigionieri dell'Islam" di Lilli Gruber, (Rizzoli) per la letteratura giornalistica e "La Costituzione e la Bellezza" di...

SULMONA. Il volume "Carne mia"di Roberto Alaymo (Sellerio), per la narrativa, "Prigionieri dell'Islam" di Lilli Gruber, (Rizzoli) per la letteratura giornalistica e "La Costituzione e la Bellezza" di Michele Ainis e Vittorio Sgarbi (La nave di Teseo) per la sezione saggistica. Se il Premio nazionale di cultura Benedetto Croce fosse attribuito dal pubblico, sarebbero questi i vincitori. Così infatti si sono espresse le 18 giurie popolari di tutta la regione, coinvolte dagli organizzatori nella prima fase del premio.
Il verdetto è stato reso noto, sabato, nel Teatro Caniglia di Sulmona, nella giornata conclusiva dei lavori dei giurati popolari. A ciascun gruppo di sei giurie sono stati affidati i libri finalisti di una delle tre sezioni. Così, per la narrativa, sono state coinvolte le associazioni del comune di Pescasseroli, le Università della libera età di Lanciano e Sulmona, il liceo scientifico Patini di Castel di Sangro, l'Itc Di Marzio di Pescara, e il liceo umanistico Croce di Avezzano, che hanno votato per il libro di Alaymo. Per la letteratura giornalistica hanno lavorato l'Itc Galilei di Avezzano,il liceo scientifico Fermi di Sulmona, il liceo scientifico Galilei di Lanciano, il liceo classico Cotugno dell'Aquila, il liceo scientifico Mattioliidi Vasto el 'Itc Alessandrini di Montesilvano: in tre hanno votato per il libro firmato dal Lilli Gruber, in due per "E' normale, lo fanno tutti" di Michele Corradino (Chiarelettere) e una solo ha votato per "Viaggio al termine dell'Universo", di Paolo de Bernardis, (il Mulino). Per la saggistica, infine, sono state impegnate le sei giurie del liceo classico D'Annunzio di Pescara, il classico Delfico-Montauti di Teramo, il classico Torlonia di Avezzano, lo scientifico Pollione di Avezzano, il classico Vico di Chieti e il classico Ovidio di Sulmona. Le giurie hanno dato tre voti al volume di Ainis e Sgarbi e due voti ciascuno (con un ex equo) a "L'arte del non governo" di Pietro Craveri (Marsilio) e "Credere, tradire e vivere" di Ernesto Galli della Loggia (Il Mulino).
Quelli delle giurie popolari non sono, però, verdetti definitivi. Sono indicazioni di cui la giuria ufficiale del premio, potrà tenere conto o meno, il 22 giugno, quando si riunirà per scegliere i vincitori dell'edizione 2017 del Croce. In occasione della giornata sulmonese dedicata alle giurie popolari nel foyer del teatro è stata allestita la mostra "Le metamorfosi", curata dalla sezione sulmonese dell'Unione italian fotoamatori. L'iniziativa è inserita nel cartellone di eventi del Bimillenario "Ovidio 2017".
Annalisa Civitareale
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