Giuseppe Vacca racconta “L’Italia contesa”

Lo storico ed ex deputato del Pci presenta oggi a Pescara il suo saggio su comunisti e democristiani
PESCARA. Il secondo incontro del ciclo di conversazioni “Attualità culturale in dialogo” – promosso dall’Istituto nazionale di Studi crociani – oggi alle 18 nella sala Figlia di Iorio della Provincia a Pescara è con Giuseppe Vacca che presenterà il suo libro “L'Italia contesa. Comunisti e democristiani nel lungo dopoguerra (1943-1978)”, Marsilio editore.
Giuseppe Vacca (Bari, 1939) ha insegnato Storia delle dottrine politiche all’università di Bari ed è stato deputato del Pci negli anni Ottanta, direttore della Fondazione Istituto Gramsci di Roma ed è membro della Commissione scientifica dell’edizione nazionale degli scritti di Antonio Gramsci. Ha pubblicato numerosi saggi sulle origini dell’idealismo, del marxismo italiano e dell’Italia contemporanea, tra cui “Moriremo democristiani? La questione cattolica nella ricostruzione della Repubblica” (2013) e il recente “Modernità alternative. Il Novecento di Antonio Gramsci” (2017).
Analizzando i rapporti tra democristiani e comunisti dalla Liberazione alla morte di Moro, in questa nuova disamina di trent’anni di storia italiana Vacca restituisce al lettore un affresco complesso e vivo di una grande stagione nazionale, e offre una chiave di lettura autorevole per comprendere le origini del nostro lungo declino.
La storia della Repubblica italiana è stata per lungo tempo la storia dei partiti che l’hanno fondata e, in particolare, di due grandi forze popolari: il Partito comunista italiano e la Democrazia cristiana. Il nostro sistema politico non era infatti basato, come si sente spesso dire oggi, sulla contrapposizione destra-sinistra, ma su una doppia legittimazione: l’antifascismo, che definiva l’area democratica, e l’anticomunismo, fattore imprescindibile per governare in tempi di Guerra fredda, assegnando alla Penisola una posizione del tutto particolare nel panorama europeo.
Uniti dalla Carta costituzionale ma divisi dagli schieramenti internazionali di riferimento, il Pci e la Dc appaiono caratterizzati, nell’analisi del maggiore storico del marxismo italiano, da un intreccio di divergenze ideologiche insuperabili e di generosi tentativi di convergenza. In un mondo in progressiva distensione, questi ultimi apparivano destinati al successo e, invece, franarono cozzando contro resistenze tali da compromettere la stessa tenuta democratica del Paese. Ma se negli anni Settanta il superamento della “democrazia bloccata” fallì ciò accadde anche per l’incapacità delle stesse organizzazioni politiche e dei loro leader di comprendere che il mondo del dopoguerra stava volgendo al termine. Con Vacca dialogheranno Emanuele Felice, professore di Economia nel dipartimento di Scienze filosofiche, pedagogiche ed economico-quantitative dell’università d’Annunzio di Chieti-Pescara e Francesco Caccamo, docente nel dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali dello stesso ateneo.’Coordina l’incontro Marco Presutti.

