Gli Sbalzi d’amore di Simona Molinari

La cantante aquilana chiude oggi il Festival di Mezza Estate a Tagliacozzo
TAGLIACOZZO. La 35° edizione del Festival internazionale di Mezza Estate a Tagliacozzo conclude la sua programmazione con il concerto di Simona Molinari, "Sbalzi d'amore", in programma nel Chiostro di San Francesco, questa sera alle 21.15.
«Dal mio esordio sono passati dieci anni e, se riguardo le foto della mia prima partecipazione a Sanremo, penso a quante cose sono cambiate da allora», dice la cantante cresciuta all’Aquila. Il mondo cambia ed io con esso. L’unica costante rimasta intatta nel tempo è stata la quantità d’amore che ho messo in quello che facevo». È proprio l’amore che ha guidato l’artista in questi suoi primi dieci anni di carriera. Amore per la musica e per la sua storica band: la Mosca Jazz Band, con la quale dividerà il palco anche stasera.
In scena, Simona Molinari racconterà la sua evoluzione di donna e artista. Cantautrice e musicista jazz tra le più apprezzate del panorama musicale italiano, Simona Molinari ha collaborato e duettato con artisti come Al Jarreau, Gilberto Gil, Andrea Bocelli, Ornella Vanoni, Lelio Luttazzi, Renzo Arbore, Massimo Ranieri, Fabrizio Bosso, Franco Cerri, Stefano Di Battista, Dado Moroni, Roberto Gatto, Roy Paci e Danny Diaz.
In Italia è maggiormente nota al pubblico per la hit radiofonica “In cerca di te” e per le due partecipazioni al Festival di Sanremo nel 2009 con il brano “Egocentrica” e nel 2013 in coppia con il jazzista newyorkese Peter Cincotti con il brano “La felicità”. L’artista è stata inoltre coinvolta nella colonna sonora del Film “Tiramisù” di Fabio De Luigi ed è stata impegnata in una lunga tournée che ha superato i cento concerti in Italia e nel mondo: dal Blue Note di New York al Teatro Estrada di Mosca, dall’Arena di Umbria Jazz al Premio Tenco solo per citarne alcuni.
«Sono emozionato di poter annunciare la presenza di una grande stella della musica italiana e una cara amica come Simona Molinari a Tagliacozzo Festival», dice Jacopo Sipari, direttore del festival. «Una edizione straordinaria come quella appena conclusasi non poteva non avere una delle sue perle più splendenti in lei».
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