Gli “Sguardi che attraversano” di Castellucci e Guidi

1 Dicembre 2017

PESCARA. Claudia Castellucci e Chiara Guidi, figure importantissime del teatro italiano e internazionale degli ultimi decenni, sono protagoniste stasera a Pescara del 7° MagFest “Sguardi che...

PESCARA. Claudia Castellucci e Chiara Guidi, figure importantissime del teatro italiano e internazionale degli ultimi decenni, sono protagoniste stasera a Pescara del 7° MagFest “Sguardi che attraversano”, festival di donne nel teatro contemporaneo. Artisti per il Matta ospita le due attrici-autrici, fondatrici appena ventenni nel 1981 a Cesena insieme ai rispettivi fratelli (Romeo e Paolo) della Societas Raffaello Sanzio, oggi semplicemente Societas, gruppo di ricerca che ha rivoluzionato il linguaggio teatrale. Nello Spazio Matta (via Gran Sasso), alle ore 21, Castellucci e Guidi sono interpreti dello spettacolo “Il regno profondo - Perché sei qui?”, lettura drammatica del testo scritto da Castellucci, con la regia vocale di Guidi. Musiche di Scott Gibbons e Giuseppe Ielasi. Il biglietto costa 10 euro.
Lo spettacolo è la terza parte del ciclo “Il regno profondo” di Claudia Castellucci, dopo “La vita delle vite” e “Dialogo degli schiavi”. «“Cosa faccio qui?” è la prima di molte domande che due “luogotenenti” arroccate su un podio, si scambiano», si legge nelle note di presentazione dello spettacolo. «Sono domande elementari, di discorsi ancora più poveri, ma se vi si badasse, come è qui il caso, si aprirebbero crepacci sulla superficie sicura della loro quotidianità». La forma di teatro scelta per questo spettacolo, continua la presentazione, «recupera il dialogo didascalico classico, per la rappresentazione di un mondo privo di peso. La metrica delle frasi serve a conferire velocità crescente alle domande, e la ricerca idiomatica paradialettale inventata da Chiara Guidi fa abitare in ambienti domestici e “bassi” la loro risonanza. Le asprezze vernacolari tingono di sangue le vette glaciali di un ragionamento sofisticato che ridiventa primitivo e sfacciato». (afu)
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