Guerriero di Capestrano, battaglia sull’autenticità

24 Marzo 2024

Il regista Consorte ricorre al Tar per visionare le analisi sui pigmenti e sulla pietra della scultura

PESCARA. Il Guerriero di Capestrano, simbolo dell’Abruzzo, diventa oggetto di una disputa legale finalizzata all'accertamento dell'autenticità della scultura datata VI secolo a.C. A chiedere l’analisi fatta con nuovi metodi scientifici il regista Alessio Consorte, che fa ricorso al Tar dopo che la direttrice della Direzione Regionale Musei, Federica Zalabra, gli ha negato l'accesso agli atti per visionare i risultati delle analisi.
La scultura, scoperta nel 1934 in una necropoli dell’antica città di Aufinum, nei pressi di Capestrano, raffigura un guerriero dell'antico popolo italico dei Vestini. La vicenda risale al giugno 2022, quando nel corso di una inchiesta giornalistica sulla scultura, Consorte chiedeva di poter eseguire analisi con metodo Xrf sui pigmenti e sulla pietra della statua e sulla Dama, la statua di dimensioni più piccole rinvenuta insieme al Guerriero, al fine di comprenderne la composizione chimica. In una seconda lettera inviata il 19 ottobre scorso, Consorte faceva richiesta di eseguire analisi Xrf per accertare l'autenticità dei manufatti già avviata con il docufilm Il guerriero mi pare strano. Il 24 ottobre, con una missiva Zalabra respinge la proposta in quanto «tali indagini sono state già effettuate». Tramite l'avvocato Loredana Di Mattia, Consorte allora formulò una richiesta per poter visionare tali analisi, ma il 2 febbraio è arrivato un nuovo diniego da Zalabra: «L'istanza non risulta sufficientemente motivata», è la motivazione. Ma per Consorte, nell'istanza di accesso l'interesse ai documenti è specificamente indicato. «La missione dei musei», scrive il regista in una nota, «è quella di divulgare, comunicare ed esporre a fini di studio le ricerche scientifiche effettuate secondo principi di imparzialità, vieppiù in attuazione dell’art. 9 della Costituzione italiana che “promuove la ricerca scientifica” (Dm del 23/12/2014). Secondo il “Codice dei beni culturali e del paesaggio” (artt. 101 2a), un museo è una struttura permanente che acquisisce, conserva, ordina ed espone beni culturali per fini di educazione e studio. Perché negare la visione di documenti scientifici?».