Handke e Beckett sul palco del Florian

24 Giugno 2024

Al teatro off di Pescara la coppia internazionale Barletti-Waas nello spettacolo “L’Ultima parola”

PESCARA. La recitazione incontra la performance, il passato incontra il presente, il ricordare incontra il sentire, una pausa artistica incontra una pausa di riflessione, la ripetizione incontra l’imprevedibilità dell’adesso. In sintesi estrema è “L’Ultima parola”: in residenza artistica al Florian Espace di Pescara, Lea Barletti e Werner Waas (Roma - Berlino) questa sera alle ore 20 presenteranno sul palcoscenico del teatro off di via Valle Roveto questo lavoro, primo elaborato studio in due tempi ispirato a “L’ultimo nastro di Krapp” – opera teatrale in atto unico di Samuel Beckett ideata per l'attore Patrick Magee, che fu interprete della prima il 28 ottobre 1958 al Royal Court Theatre di Londra – e “Finché il giorno non ci separi, ovvero una questione di luce” di Peter Handke, scrittore, drammaturgo, saggista, poeta, reporter di viaggio, sceneggiatore e regista austriaco. La messa in scena al Florian si avvale delle belle musiche originali di Luca Cancello e della consulenza luci di Pasquale Mari. Reduce dalle repliche del “Monologo della buona madre” all’Elfo Puccini di Milano, spettacolo già presentato nello spazio off pescarese qualche stagione fa come pure la loro intrigante rilettura di “Clitemnestra”, l’affiatata coppia teatrale Barletti /Waas sfida ancora una volta il senso delle parole e dei personaggi del grande Teatro per restituire immagini e significati nuovi. Barletti/Waas, noti per i loro lavori intensi, spesso bilingui, su Handke, (come non ricordare lo strepitoso “Autodiffamazione” spettacolo presentato in italiano e tedesco che dopo aver debuttato a Short Theatre a Roma ha fatto tappa all’Espace di Pescara suscitando un notevolissimo interesse) osano mettere alla prova, attraverso due figure dei grandi maestri Beckett e Handke: un personaggio (il Krapp de “L’ultimo nastro di Krapp” del geniale scrittore, drammaturgo e poeta di Dublino (13 aprile 1906 – Parigi, 22 dicembre 1989) e una persona (la donna senza nome di “Finché il giorno non ci separi” di Handke). In un gioco di rimandi e incontri tra recitazione e performance, ieri e oggi, memoria ed emozioni, arte e pensiero, confort dell’abitudine e imprevedibilità dell’ora, il pubblico assiste allo svelamento di mondi completamente diversi, di uno spazio interiore e segreto dove i confini tra falso e reale si confondono. Ne nascerà un duetto? O un dialogo a distanza? O due monologhi chiusi ognuno nel proprio spazio? E chi avrà dunque l’ultima parola? L’attore di Beckett o la donna senza nome di Handke?