Hanno vinto anche i papà dei modelli climatici

Il giapponese Manabe e il tedesco Hasselmann hanno compreso l’impatto dell’uomo sul clima
Considerati i “padri” dei modelli climatici, hanno anche previsto il riscaldamento globale e dimostrato l’impatto dell’uomo sul clima: sono Syukuro Manabe, dell’università americana di Princeton, e Klaus Hasselmann, dell’Istituto Max Planck per la Meteorologia di Amburgo in Germania, i due vincitori del premio Nobel per la Fisica 2021 condiviso con l’italiano Giorgio Parisi.
Nato il 21 settembre 1931 nella prefettura di Ehime, in un Giappone che stava ancora facendo i conti con la distruzione lasciate dalla seconda guerra mondiale, Manabe si trasferì negli Usa subito dopo aver concluso gli studi e lì si dedicò allo sviluppo di modelli fisici in grado di spiegare le dinamiche dell’atmosfera, in particolare per comprendere i meccanismi che ne guidano il riscaldamento. I suoi studi pionieristici, fatti usando i computer dell’epoca, hanno rilanciato alcune delle intuizioni proposte decenni prima dal chimico e fisico svedese Svante Arrhenius arrivando a dimostrare come l’aumento dei livelli di anidride carbonica nell’atmosfera sia in grado di aumentare le temperature della superficie terrestre. Dopo un breve ritorno in Giappone Manabe tornò nuovamente negli Usa dove ha successivamente ottenuto importanti riconoscimenti come il Crafoord Prize nel 2018 e la medaglia Carl-Gustaf Rossby dalla Società Americana Meteorologica. Manabe è oggi professore a Princeton e il suo lavoro ha posto le basi per lo sviluppo degli attuali modelli climatici.
A raccogliere il testimone dei fondamentali lavori sviluppati dal ricercatore giapponese e stato negli anni successivi Hasselmann, nato dall’altra parte del globo, ad Amburgo, a distanza di appena un mese, il 25 ottobre 1931. Laureatosi in Fisica e Matematica e poi specializzatosi in fluidodinamica, lo scienziato tedesco ha dedicato gran parte della sua carriera a cercare di connettere il meteo al clima e rendere affidabili i modelli climatici. Negli anni ’80 Hasselmann riuscì a dimostrare come i fenomeni meteorologici caotici possano essere descritti come rumore in rapida evoluzione, ponendo così le previsioni climatiche a lungo termine su solide basi scientifiche. Ha inoltre sviluppato metodi per identificare l'impatto umano sul riscaldamento globale. Anche Hasselmann nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui la medaglia Symons Memorial dalla Società Meteorologica Reale britannica ed è oggi vice direttore del Forum Europe del Clima di cui è stato fondatore. Nel complesso i due ricercatori hanno permesso di verificare inequivocabilmente che la Terra si sta scaldando e che questi cambiamenti sono dovuti per buona parte alle attività umane.

