High Altitude, diaologo tra arte e natura

21 Novembre 2014

Presentato a Roma il libro degli studenti aquilani nato tra gli scenari del Gran Sasso

L’AQUILA. High Altitude è il racconto di un dialogo tra uomo, in questo caso artista, e paesaggio, ovvero i suggestivi scenari del massiccio del Gran Sasso che nel territorio di Calascio diventano un esempio emblematico di come arte e natura possano coniugarsi e offrire spettacoli unici.

Così docenti e studenti dell'Accademia di Belle Arti di L'Aquila hanno presentato ieri, a Roma, il libro edito da Gangemi che documenta il workshop "High Altitude", tenuto dai ragazzi dell'Accademia nel dicembre dello scorso anno nelle località di Calascio, Rocca Calascio e Monte delle Croci (1458 m. s.l.m.) e curato dai professori Sergio Sarra, Stefano Ianni, Matteo Ludovico e Marco Brandizzi delle scuole di Pittura, Decorazione e Scultura, che hanno organizzato il laboratorio, la mostra successiva svoltasi a luglio all'Aquila e scritto i testi del libro-catalogo. «High Altitude ha coniugato per gli studenti una bella esperienza di studio con la frequentazione del nostro ambiente montano», osserva Roberto Marotta, presidente dell'Accademia. «Anche i docenti provenienti da altre regioni hanno avuto l’opportunità di godere della bellezza dei nostri luoghi e favorire l’espressione artistica degli studenti nel panorama incomparabile dei borghi e delle montagne dell’aquilano».

Attraverso le centinaia di immagini scattate, i disegni e i bozzetti progettuali delle installazioni realizzate, questa esperienza, riportata nel volume presentato, si è tramutata nella capacità di costruire una narrazione condivisa che ha il suo punto di forza nella pluralità delle voci, nell’insieme degli sguardi che hanno invaso Rocca Calascio e l’hanno restituita attraverso un moltiplicarsi di punti di vista sul reale. «High Altitude è stato un grande atelier per artisti del futuro», commenta Giovanna Cassese, commissario direttore dell’Accademia di Belle Arti, «con 50 giovani a lavoro, una buona parte proveniente da altri Paesi del mondo, all’Aquila grazie agli scambi internazionali dell’Accademia. Altri sguardi unici e preziosissimi», conclude, «su una realtà incontaminata e "alta" appunto come la sintonia tra arte, cultura e rispetto della natura».

Giorgio D’Orazio

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