I 18 volti dell’Assente di Sandro de Nobile

Il nuovo romanzo dello scrittore di San Vito Chietino sarà presentato a Lanciano il 23 giugno
Sandro de Nobile – docente, ricercatore, saggista e narratore – vive a San Vito Chietino e non è indifferente alle suggestioni, cariche tra l’altro di memorie dannunziane, che la costa dei trabocchi ispira. Le trasferisce pertanto, con pudico e non dichiarato amore, percepibile tuttavia a ogni pagina, anche in questo nuovo romanzo, appena edito da Tabula Fati (89 pagine, 9 euro, con nota introduttiva di Arcangelo M. Amozio) intitolato “L’Assente”. E’ un racconto molto particolare, in cui si direbbe che l’autore ingaggi una sfida tra la scrittura straordinariamente piana, lineare e la notevole sofisticazione della vicenda, la quale ha infatti come protagonista un “assente”. In ogni senso tale. E’, e rimane infatti, anonimo; in nessun punto se ne fa il nome. Non se ne rivela l’identità, quale ben 18 differenti personaggi, o situazioni, in altrettanti capitoli s’incaricano di trasferire al lettore; situazioni e personaggi i più disparati, perché se nella maggior parte dei casi a parlare dell’assente sono persone reali - l’amico, il nemico, il vecchio, la raccoglitrice e via dicendo - in altri casi è Dio, come nel capitolo che così s’intitola, un Dio che parla la lingua dei mortali, ovviamente. Oppure un sogno. Oppure un verbale dei carabinieri. E non basta: de Nobile mischia le carte non solo sul quis, su chi sia a parlare, ma sul quomodo (sul modo in cui lo fa), sul quia, raccontando il proprio, molto parziale, e a volte episodico, rapporto con l’assente; e infine sul quando, perché nel capitolo finale in cui a parlare è una maestra, il lettore viene volutamente disorientato spostando il racconto sull’assente all’indietro nel tempo, di decenni. Fino a quando il messaggio dell’autore si rivela: noi non esistiamo se non attraverso ciò che gli altri percepiscono; o - macluhanamente - il medium è il messaggio, o - scespirianamente – noi siamo “fatti della sostanza delle nuvole e dei sogni”; o, infine e soprattutto, –pirandellianamente – siamo uno ,nessuno e centomila. Il lettore insegue l’assente capitolo dopo capitolo, seguendo la psicologia di chi ne parla e lo fa usando la propria lingua; lingua e psicologia per le quali una lode va fatta all’Autore. Ne scaturisce un racconto difficile da raccontare, ma facile e piacevole da leggere. Come le (oggi rare) narrazioni di qualità dove non conta il progetto narrativo dello scrittore, ma come ha saputo trasferirlo su pagina, magnetizzando il lettore. “L’Assente” verrà presentato a Lanciano alla libreria “d’Ovidio, il 23 giugno alle 21. Ne parlerà con l’autore Rolando D’Alonzo. (g.d’a.)
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