I bambini di Lorenzoni oggi a Chieti Scalo

19 Gennaio 2015

PESCARA. «Il disegno è te che non sei te. Significa che sei te che lo disegni e se lo disegni è qualcosa di te. E’ come se mi tolgono un pezzo di me». A parlare è Mattia, 8 anni, e questa è solo una...

PESCARA. «Il disegno è te che non sei te. Significa che sei te che lo disegni e se lo disegni è qualcosa di te. E’ come se mi tolgono un pezzo di me». A parlare è Mattia, 8 anni, e questa è solo una delle innumeri gioie contenute in “I bambini pensano grande. Cronaca di una avventura pedagogica” (Sellerio, 14 euro), il nuovo libro di Franco Lorenzoni, che, oggi alle ore 17.30, sarà a Chieti Scalo, invitato dalla scuola primaria Via Bosio (di fronte al Campus universitario). Un’occasione davvero unica per gli abruzzesi, dai 0 a 99 anni, di incontrare uno dei maestri elementari più noti d’Italia, fondatore della Casa Laboratorio Cenci e autore di libri memorabili, come “Con il cielo negli occhi” e “L’ospite bambino”. In questo nuovo lavoro Lorenzoni raccoglie le fatiche e le conquiste di un anno di scuola, sotto la forma di un diario che tenta di riportare fedelmente, attraverso la parola dialogante dei bambini, quella ricerca comune di senso che informa il cuore del lavoro didattico e pedagogico.

«Ho desiderato raccontare», scrive Lorenzoni nell’introduzione, «un anno di vita di una quinta elementare del piccolo paese umbro dove insegno da molti anni perché ascoltando nascere giorno dopo giorno parole ed emozioni, ragionamenti, ipotesi e domande, che emergevano dalle voci delle bambine e dei bambini con cui ho lavorato per cinque anni, ho avuto la sensazione di trovarmi di fronte a scoperte preziose, che ci aiutano ad andare verso la sostanza delle cose e verso l’origine più remota del nostro pensare il mondo». Troviamo così compendiata in 260 pagine la perfetta, e mai stanca di fiorire, capacità che i bambini hanno di spiegarsi la ragione delle cose, del loro nascere, durare e infine morire. Dalla matematica alle scienze, dall’arte alla storia, Lorenzoni riesce a ripercorrere con i propri alunni l’evolversi della cultura umana, e lo fa con una semplicità disarmante, senza dimenticare che l’uomo impara solo quando si diverte, quasi «senza accorgersene». Un libro in cui troviamo indicazioni concrete per un insegnamento innovativo, che mette da parte lavagne luminose e cellulari, dando spazio alla creta, alla carta e alle forbici, evitando il registro burocratico di tanti manuali già esistenti.

Federica D’Amato

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