I calzolai di Sutor stasera al Marrucino

3 Maggio 2018

Lo spettacolo teatrale con Edoardo Oliva e Vincenzo Mambella in scena a Chieti 

CHIETI. Saranno di scena, questa sera alle 21, al Teatro Marrucino di Chieti, Edoardo Oliva e Vincenzo Mambella nello spettacolo “Sutor”. Lo spettacolo fa parte della rassegna di Teatro Emergente programmata al Marrucino e da Acs (Abruzzo circuito spettacolo) in collaborazione con l'amministrazione comunale di Chieti.
«Lo spettacolo», si legge nelle note di presentazione, «è il racconto di una giornata dentro la vita, apparentemente normale, di due fratelli calzolai, spiati nella loro intima solitudine mentre costruiscono e riparano scarpe: strumenti di percorsi e passaggi di quell’umanità in cui hanno scelto di stare ai margini. Da tempo le corone del loro ingranaggio, quello che li collegava al moto perpetuo dell’esistenza, si è consumato e non gira più in sincrono. Dalla fissità delle loro postazioni, chini sulle forme e sugli attrezzi, tagliano, cuciono, battono, limano: pelli, tacchi, suole ma anche visioni, dubbi, certezze sulla vita e i suoi misteri. Attraverso ricordi, affettuose schermaglie e teorie sempliciotte e sgangherate, cercano ossessivamente di sagomare le proprie convinzioni, tra loro molto distanti, dentro gli sghembi profili che umano e divino hanno disegnato nel tempo, mentre da lontano lentamente riaffiora l’origine di quel tormento che ha immobilizzato le loro orme ma che ora, finalmente insieme, troveranno la forza di affrontare».
“Sutor” è la nuova produzione originale del Teatro Immediato di Pescara che chiude “Destino e destinazioni”, la trilogia iniziata da “Caprò” e proseguita con “Gyneceo”. «Se in “Caprò” l’ineluttabilità del destino si compiva nella destinazione e in “Gyneceo” era il ritorno dalla destinazione a rivelare il destino», concludono le note, «in “Sutor” è il movimento immobile verso la destinazione a dare forma e sostanza al destino. E lo smarrimento diventa il fiume in cui nuotare controcorrente, l’arte della fuga verso la sorgente, l’infinita ed estenuante attesa dell’agognato approdo a cui lasciarsi andare, stremati, dolcemente».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.