I colori di Annunziata nella sua Teramo

19 Dicembre 2019

Dopo Milano e Pescara arriva la mostra “Il fuoco della terra” della pittrice naïve

TERAMO. Dopo Pescara e Milano torna a casa, a Teramo, la mostra “Annunziata Scipione. Il fuoco della terra” curata da Silvia Pegoraro per l’associazione culturale Big Match.
Da ieri, e fino al 19 gennaio, le opere dell’artista contadina di Azzinano, morta 90enne un anno fa, sono esposte nelle sale a pianterreno di palazzo Melatino. Il medioevale edificio è sede della Fondazione Tercas, tra gli enti sostenitori di un progetto espositivo itinerante che ha portato in primavera oltre 50 creazioni tra olii e sculture in legno e in terracotta di Annunziata Scipione all’Aurum e, nel mese di luglio, 45 opere nella milanese Fondazione Stelline. Anche per ragioni di spazio la selezione teramana è più ridotta, appena 5 sculture e 11 dipinti (realizzati tra il 1972 e il 2002), scelti tuttavia tra i più rappesentativi della produzione dell’artista naïve ammirata da Cesare Zavattini: tra essi gli olii Natività, I taglialegna, La vendemmia, Mungitura nella stalla, La cucina paterna, Galline, gallo e pulcini, Raccolta del fieno, e l’opera lignea Nonna e nipote. All’inaugurazione di ieri mattina erano presenti con organizzatori e autorità il figlio di Annunziata Scipione, Piero Di Pasquale, che ha prestato per la mostra le opere della collezione di famiglia, e Silvia Pegoraro.
Nel suo intervento la curatrice ha sottolineato qualità e ricchezza della pittura di Annunziata, capace di unire il dettaglio («All’interno di ogni scena ci sono tanti ritratti e tante nature morte») alla melodia dell’insieme. Nei suoi quadri le scene corali, dense di colori, particolari, personaggi, animali, azioni, raccontano il vecchio mondo contadino con le sue pratiche e i suoi rituali. «L’immenso lavoro pittorico dell’artista costituisce un’enciclopedia visiva delle usanze, delle attività lavorative, delle tradizioni laiche e religiose della società arcaico-rurale dell’Abruzzo. Una sorta di documentario dalle cromie fiabesche, ma attraversato dal senso del reale e dell’appartenenza alla propria terra». Orari: lunedì, martedì, giovedì 10-13 e 16-19, mercoledì, venerdì, sabato 10-13, domenica e festivi chiuso, 24 e 31 dicembre 10-13, 19 gennaio (chiusura) 10-13 e 16-19. Ingresso libero. (a.fu.)
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