I contadini abruzzesi di Basilio Cascella

In mostra al Mediamuseum di Pescara le fotografie scattate dall’artista
PESCARA. Quaranta fotografie di Basilio Cascella, pittore, grafico e illustratore, capostipite di cinque generazioni di artisti illustri e legati in vario modo all'Abruzzo, sono in esposizione da oggi a fine mese al piano superiore del Mediamuseum in piazza Alessandrini a Pescara, nella mostra a lui dedicata dalla Fondazione Edoardo Tiboni, Il Terzo Uomo di Corso Manthonè, «per ricordarne le origini pescaresi».
Basilio nacque a Pescara il 2 ottobre 1860 da Marianna Siciliano e Francesco Paolo Cascella, sarto per signore, nell'abitazione a pochi passi dalla casa natale di Gabriele D’Annunzio in corso Manthonè a Pescara vecchia. Fu attivo nel periodo tra Otto e Novecento (morì a Roma nel 1950 e fu attivo anche in età avanzata) e rappresentò uno stimolo per i suoi tre figli, i pittori Michele, Tommaso e Gioacchino con cui lavorò nell'ex stabilimento cromolitografico in via Marconi (oggi museo civico) a Pescara. A lui si devono le riviste L'Illustrazione Abruzzese e La grande illustrazione, a cui collaborarono D'Annunzio, Pirandello, Finamore, Aleramo, Gozzano, Marinetti, Saba, Deledda, Pascoli.
Le foto in mostra sono copie tirate dai negativi a grandezza naturale della collezione Di Donato (Studio Luce). «Basilio Cascella», ricorda il curatore Gianfranco Zazzeroni, «faceva foto per se stesso, come Michetti, anzichè tenere i soggetti ritratti in posa per ore. Un artista moderno e a tutto tondo che si è cimentato anche con l'incisione». Le fotografie in mostra (da lunedì al sabato orario 10.30-12.30 e 17-19, ingresso libero) sono ispirate alla vita contadina e al lavoro nei campi in Abruzzo. Di particolare interesse la serie di pannelli in ceramica realizzati per le terme di Montecatini, che esprimono i temi universali della bellezza, infanzia, adolescenza, maturità e vecchiaia. «In una città dissipatrice e smemorata», ha detto Tiboni citando Mario Pomilio, «dedichiamo a Basilio la prima attività dell'anno sperando di dar vita alla 42ª edizione del Premio Flaiano, manifestazione di carattere internazionale unica per la città e per l'Abruzzo, che rischia di scomparire come accaduto ad un fiore all'occhiello di Pescara a livello mondiale, la Coppa Acerbo».
Jolanda Ferrara
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