I drappi di Sabatini Odoardi all'Alviani ArtSpace

All'Aurum di Pescara in esposizione fino al 26 giugno ventiquattro opere di polistirene bianco termoformate manualmente dall'artista
Il maestro del polistirene all'Alviani ArtSpace. Sabato 7 maggio alle ore 18 lo spazio di ricerca e di contaminazione tra linguaggi artistici e tecnologici all’interno dell’Aurum di Pescara, diretto da Lucia Zappacosta, presenta "Dispiegamenti", la mostra personale di Gino Sabatini Odoardi curata da Daniela Pietranico e con testo critico di Antonio Arévalo, fautore e creatore del primo Padiglione del Cile alla Biennale di Venezia. La mostra gode del patrocinio della Presidenza del Consiglio del Comune di Pescara e dell’assessorato alla Cultura. La mostra resterà aperta fino al 26 giugno.
"Dispiegamenti" è un’installazione sospesa tra forma e segno capace di creare una foresta monocroma attraverso la metafora e la sublimazione della “piega”. La piega - concetto leibniziano e barocco - consente di scoprire analogie e connessioni dei soggetti multidimensionali, che caratterizzano in maniera forte l'orizzonte novecentesco delle scienze dell’uomo. Ventiquattro drappi di polistirene bianco termoformati manualmente dall’artista riempiono lo spazio sospesi tra cielo e terra come in un giudizio universale. Uno svolgersi-avvolgersi in cui i drappi e le pieghe cercano di definire una incessante volontà di manifestarsi, stratificarsi, produrre composizioni visive, creare rapporti aritmetici, “accordi” che contribuiscono ad una diversa armonia dove l’orizzonte è forma e viceversa.
A parete dodici teche contenenti piccoli disegni su polistirene bianco che riportano segni e appunti del grande filosofo francese Gilles Deleuze. La “piega” non si rivolge all’interno o all’esterno, ha come orizzonte se stessa, perché nel suo estendersi diventa il proprio perimetro. La “piega” nasconde sempre se stessa. Come una sinusoide che si sviluppa tra due valori non necessariamente costanti, dotata di una frequenza crescente. Come un’alchimia tra caso-gravitazione-gesto che non permette repliche e/o ripensamenti nel momento della tua termoformatura. Una manciata i secondi che precedono la solidificazione che trasformerà per sempre il manto bianco. Un happening “annodato” e “congelato". Determinanti nella formazione di Gino Sabatini Odoardi furono gli incontri con Fabio Mauri (performer nel 1997 in “Che cosa è il fascismo” alla Kunsthalle di Klagenfurt e poi suo assistente) e Jannis Kounellis (allievo nel 1998 a L’Aquila). Nel 2010 la Logos pubblica un volume a lui dedicato, a cura di Francesco Poli e Massimo Carboni. Nel 2011 è alla 54^ Esposizione Internazionale d’Arte “La Biennale di Venezia”, Padiglione Italia (Arsenale).
Artista poliedrico, ma con solidi riferimenti all’arte concettuale, Sabatini Odoardi ha al suo attivo un nutrito curriculum di mostre importanti, personali e collettive, in Italia e all’estero. Tra i vari premi: nel 1999 ha ricevuto da Alfred Pacquement (Centre George Pompidou) “Le prix des Jeunes Createurs” all’Ecole Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi.