“I Guerrieri del Regno di Oep” per tornare in sala

Il film degli abruzzesi Calandra e Liguori riapre il cinema Massimo di Pescara e finanzia l’Agbe
PESCARA . L’Abruzzo con i calanchi di Atri, la piana di Campo Imperatore, l’altopiano di Navelli e diversi altri luoghi iconici della regione, fa da contrappunto narrativo alla voce fuori campo (di Luigi Lo Cascio) ed è presente come co-protagonista per tutta la durata del rarefatto docufilm “I Guerrieri del Regno di Oep” dei pescaresi Francesco Calandra e Maria Grazia Liguori, film che segna la riapertura del cinema Massimo di Pescara con 7 giorni di proiezioni da domani 6 a mercoledì 12 maggio.
Oep sta per reparto di onco-ematologia pediatrica. Al centro della storia è la condizione esistenziale di una famiglia (citazione autobiografica) e di due sorelline, l’una affetta da una rara sindrome degenerativa l’altra da malattia del metabolismo. La visione della bambina più matura e meno bisognosa di cure dall’altra, è diventata a distanza di diversi anni, racconta il regista Calandra, il punto di vista portante del racconto. «Raccontare è stata un’urgenza», afferma il regista pescarese, «l’abbiamo fatto con la voglia di comunicare, dare in qualche modo un segnale di forza e di coraggio, far capire a chi ha la fortuna di non avere questo tipo di problemi, che però è un aspetto della vita che esiste».
Come si riporta nella sinossi del film, i fratelli e le sorelle provano paura per il destino del fratellino, il peso per le responsabilità precoci, la rabbia per essere messi da parte e il senso di colpa per i pensieri “cattivi”. Si ritrovano in 4 nella casa d’accoglienza Agbe e, guidati da un cantastorie – Lo Cascio, che partecipa a titolo puramente solidale – progettano una sorpresa per i bambini in ospedale. La loro missione è costruire un legame nuovo e ricucire lo strappo tra il Regno di Oep e la vita “normale”.
Maria Grazia Liguori, che firma la sceneggiatura del lavoro, e Francesco Calandra, sono una coppia impegnata da anni in un cinema del sociale e nel racconto di storie a margine. «Abbiamo analizzato la malattia a 360 gradi», dice ancora il regista, «per avere altre testimonianze ci siamo appoggiati all’eccellente reparto di oncoematologia dell’ospedale pescarese, altre riprese sono state effettuate negli spazi Agbe, Associazione genitori bambini emopatici, di Pescara e finanche alle abitazioni di alcuni ragazzi coinvolti. Oggi il rapporto con la malattia è cambiato, tutti in qualche modo sono stati toccati dal virus della pandemia. La visione di questo lavoro, presentato in anteprima a fine 2019, oggi più che mai avrà un impatto sensibilizzante diverso e potente. Nostro obiettivo», sottolinea Calandra, «è raccogliere fondi da devolvere all’Agbe di Pescara per contribuire alla realizzazione della nuova casa di accoglienza. Dopo Pescara, in ogni città in cui andremo a presentare il nostro lavoro ci affiancheremo ad associazioni bisognose, un piccolo contributo per quello che possiamo». «Questo film non è un genere di lavoro da concorso, puntiamo sulla piattaforma web e televisiva» conclude il regista pescarese. Questi gli orari delle proiezioni: 16, 17.30, 19, 20.30; consigliabile la prenotazione al numero 085 421 2225-2021.