I Negrita: «A teatro celebriamo “Reset” in atmosfera intima»

PESCARA. Ha compiuto vent’anni “Reset”, uno degli album più amati dei Negrita. Pubblicato alle soglie del Duemila, il disco segnò una svolta nella carriera della band aretina, che iniziò a scrivere...
PESCARA. Ha compiuto vent’anni “Reset”, uno degli album più amati dei Negrita. Pubblicato alle soglie del Duemila, il disco segnò una svolta nella carriera della band aretina, che iniziò a scrivere un nuovo capitolo della sua storia. I Negrita stanno festeggiando questo importante compleanno con un tour teatrale che domani farà tappa a Pescara. L’appuntamento è fissato alle ore 21 al teatro Massimo (organizzazione Best Eventi).
“La Teatrale + Reset Celebration”: questo il nome dato alla tournée che prosegue idealmente quella iniziata lo scorso anno per celebrare i 25 anni di carriera del gruppo, dopo la partecipazione al Festival di Sanremo 2019. Il Centro ne ha parlato con Pau, al secolo Paolo Bruni, frontman della band.
Vent’anni dall’uscita di “Reset”. Il disco è stato ripubblicato. Con quali novità?
Abbiamo ripubblicato l’album così com’era, ma in un doppio cd che contiene anche la colonna sonora che abbiamo composto per il film “Così è la vita” di Aldo, Giovanni e Giacomo. Stiamo festeggiando questo album dal vivo, con i nostri fan, e continuiamo a festeggiare anche i 25 anni di carriera. La novità rilevante di questo tour è che suoniamo molti più pezzi di “Reset”.
Reset: una parola presa in prestito dal linguaggio elettronico che in quegli anni stava iniziando a spopolare. Una novità a cui i Negrita non rimasero indifferenti…
Apparteniamo a una generazione che era adolescente negli anni Ottanta. La musica elettronica è fondamentalmente nata in quel decennio. A fine anni Novanta, il computer si è inserito prepotentemente nell’uso quotidiano. Sul finire degli anni Novanta, la musica ha cominciato a essere elaborata con il computer e non più con i registratori analogici. Questa ventata di novità non è passata inosservata: anche noi abbiamo cominciato a registrare la nostra musica in digitale, quindi le possibilità si sono moltiplicate. Nel 1999 abbiamo cominciato a utilizzare il computer in maniera massiccia. Eravamo a fine millennio, si sentiva quest’aria nuova che stava circolando, ma c’erano anche delle paure, come quella del Millennium bug. Questa fine del millennio portava tutti a pensare a un cambiamento. Abbiamo deciso di chiamare quell’album “Reset” per tanti motivi, perché comunque, in un modo o nell’altro, chiudevamo un’epoca e ne aprivamo un’altra, con l’avvento del Duemila.
Un disco ancora amatissimo dopo vent’anni. Cosa rappresenta per voi “Reset”?
È stato un disco per noi importantissimo, fondamentale per la nostra carriera. Prima eravamo una band sì conosciuta, ma comunque legata ancora all’underground piuttosto che al mainstream. Ci sembrava giusto celebrarlo.
Tornate a esibirvi nei teatri. Qual è il punto di forza di un tour acustico?
La nostra prima esperienza acustica è stata fatta nel 2013 e poi abbandonata lì. Fu un tour molto bello e ci è rimasto un ricordo molto piacevole. Nel 2018 abbiamo fatto la tournée legata all’ultimo disco di inediti. Quando è arrivato questo anniversario ci siamo detti: “Ok, che tipo di tour vogliamo fare? L’elettrico lo abbiamo appena concluso. Perché non ripeschiamo l’idea teatrale?”. È stata la scelta giusta. In teatro si ha la libertà di parlare un po’ di più, di raccontare qualcosa di più sulle canzoni di cui magari le persone non conoscono i dettagli. L’atmosfera è molto più intima, lontana dal marasma dei palasport. Quella teatrale è una dimensione in cui ti racconti meglio e hai la possibilità di prendere l’essenza delle canzoni.
Come è arrivata la collaborazione con Aldo, Giovanni e Giacomo?
Ci conoscevamo da un bel po’ di anni, c’è stato modo di frequentarsi anche fuori dal lavoro e questo ha fatto sì che nascesse un’amicizia. Recentemente ho sentito Aldo e abbiamo parlato di questo ventennale. Mi ha detto: “Con il senno di poi, mi rendo conto che quel film e quella colonna sonora erano fatti per stare insieme”. Un connubio perfetto. Nel loro primissimo film, “Tre uomini e una gamba”, avevano già utilizzato un nostro pezzo, “Ho imparato a sognare”. La differenza è che per “Così è la vita” abbiamo scritto proprio la musica e sono stati utilizzati anche pezzi contenuti in “Reset”.
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