I Ricchi e Poveri sono tornati in 4: la pace è possibile
E pace sia. Sanremo può farcela. Invocata in tutte le salse dal volpone da palcoscenico Fiorello vestito da prete in apertura del Festival , intanto quella pace che mezza Italia pare anelasse da...
E pace sia. Sanremo può farcela. Invocata in tutte le salse dal volpone da palcoscenico Fiorello vestito da prete in apertura del Festival , intanto quella pace che mezza Italia pare anelasse da decenni, quasi quanto le nozze bis tra Al Bano e Romina, si concretizza sul palco dell’Ariston quando arrivano in quattro, dopo 40 anni, loro: i Ricchi e Poveri. Sì certo, era annunciata con grancassa la reunion del Bello, del Baffo, della Brunetta e della Bionda cacciata con ignominia nel 1981 dal gruppo proprio a Sanremo, un attimo prima di andare in scena. Ma la certezza che il tempo guarisce tutto e che la pace esiste arriva quando il terzetto tornato quartetto scende la scale del teatro tra ghirigori luminosi. Sono riusciti a non dirlo Angela Brambati, Marina Occhiena, Angelo Sotgiu e Franco Gatti perché si divisero così bruscamente e senza ripensamenti mentre erano all’apice del successo. Tagliarono e non ci fu contratto o penale a portarli insieme sul palco a cantare: sarà quel che sarà, insieme mai più. Anzi nelle interviste hanno sorvolato e un po’ confuso le idee a chi era convinto da una vita che la sensuale Marina fosse una “ruba mariti sfasciafamiglie” che aveva spento il sorriso peperino della Brunetta trescando col suo, di marito. Erano i tempi in cui “i complessi” si formavano non nei freddi uffici dei manager discografici ma nei garage rimediati dove si suonava e si cementavano amicizie. Così Franco e Angelo da amici più che da colleghi si schierarono con Angela e Marina divenne la reietta. Ieri sera la Bionda si è strappata dal petto quel marchio, la A di adultera, di colei che ha tradito l’Amicizia, non sapendola – allora giovinetta – più importante di quell’amore fedigrafo e bruciante, ha ritrovato i suoi amici. Sanremo ce l’ha fatta: tutto passa tutto se ne va.
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