I RIFUGI

20 Aprile 2018

Sulla cima del Monte Amaro il 18 luglio 1982 venne inaugurata la struttura geodetica rossa che è divenuta il simbolo della cima più alta del massiccio della Majella: il Bivacco Pelino (foto). Venne...

Sulla cima del Monte Amaro il 18 luglio 1982 venne inaugurata la struttura geodetica rossa che è divenuta il simbolo della cima più alta del massiccio della Majella: il Bivacco Pelino (foto). Venne progettata come struttura metallica e resistente, perché nel corso degli anni gli edifici in muratura non resistettero a lungo alle intemperie. Il primo rifugio in muratura venne costruito tramite un accordo tra il Cai di Roma e di Chieti e inaugurato il 14 luglio 1890 in occasione del 22° Raduno Alpino. Venne intitolato a Vittorio Emanuele II e progettato dall’ingegner R. Bonfiglietti. Subì numerosi danni da intemperie, da atti vandalici e fu distrutto dai bombardamenti tedeschi nel 1944.
Successivamente nel 1966 venne inaugurata una struttura metallica a cura del Cai di Sulmona, ma il 31 dicembre 1974 una tremenda tempesta la distrusse.
Così su progetto di due soci del Cai di Sulmona venne realizzata la struttura che dopo 36 anni resiste a 2793m: si tratta di una struttura semisferica di 105 pannelli triangolari con una superficie di 28 m2. È un bivacco dove ci si può riparare con 10 posti letto (tavolati), è sempre aperto e non c’è acqua. Il Cai di Sulmona ne è responsabile ed è dovuto più volte intervenire per manutenzioni ordinarie o straordinarie per danni causati dall’incuria di chi lo frequenta. Dovremmo a tutti ricordare che un bene comune è di tutti e va rispettato per tutti.
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