I ritmi di Maturano sabato a Pescara

14 Gennaio 2016

Il batterista americano in concerto alla Maison des Arts con Rolli e Carucci

PESCARA. Da New York a Pescara, ma bisogna cogliere il giusto tempo, perché Phil Maturano, non riesce a rimanere nello stesso posto a lungo, deve incontrare altra musica, altre culture, altri modi di intendere la vita.

Un concerto evento quello del batterista newyorchese che suonerà per la prima volta in Abruzzo, sabato prossimo, al Maison des Arts in corso Umberto a Pescara (inizio alle ore 18, ingresso libero consentito dalle 17.30 fino ad esaurimento posti), nell’ambito della rassegna Sabato in concerto jazz nel cartellone della Fondazione Pescarabruzzo, organizzato dall’associazione Archivi sonori. Insieme all’artista statunitense ci saranno Maurizio Rolli al basso ed Ettore Carucci al pianoforte.

«Questo trio nasce grazie ai bellissimi incontri che solo il palco, ti può regalare», dice Phil Maturano. «Mi è bastato sentire Maurizio Rolli per un solo minuto, per dire, ecco, non mi scappi più è meglio che ti rassegni. Stesso discorso per Ettore Carucci. Sono due artisti che come pochi riescono ad esprimere quell’anima latina che contraddistingue anche il mio modo di essere musicista».

Ultimo concerto in Italia prima di una lunga torunée di quattro mesi in India, cosa ha preparato per il pubblico di Pescara?

«Il live», risponde il batterista, «rappresenta quello che sono, le mie esperienze, quella continua voglia di sperimentare attraverso l’incontro con altri musicisti, solo così c’è l’arricchimento. Ci saranno brani tratti dal mio ultimo cd, At Home Everywhere, e per me è proprio così, mi sento a casa in ogni posto. La mia famiglia viene da Cuba e grande parte del mio vocabolario musicale è fatto dai ritmi latini, ma c’è anche molto altro che il pubblico abruzzese potrà scoprire».

A livello professionale che differenze ha notato tra Europa e Stati Uniti?

«Tutto dipende dalle persone che incontri, nulla è perfetto, in nessun posto, però una cosa la devo dire. Non c’è nessun luogo al mondo come New York, come vivacità artistica, possibilità, è il posto ideale per il jazz».

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