I Segni ancestrali di Gino Masciarelli

8 Aprile 2019

Le opere dell’artista teatino in mostra all’Aurum di Pescara fino al 27 aprile

PESCARA. L’Aurum di Pescara ospita da ieri un percorso di sculture in marmo e bronzo e disegni preparatori dell’artista abruzzese Gino Masciarelli. La mostra, intitolata Segni ancestrali, rfesretà aperta fino al 27 aprile e si potrà visitare, ogni giorno (esclusi 21, 22 e 25 aprile), in questi orari: dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19.30. L’ingresso è gratuito.
Le opere esposte all’Aurum, la cui cura è affidata a Raffaella Cordisco e l’allestimento a Davide Gallo, accompagnano il visitatore in un suggestivo viaggio dal mistico al simbolico, dove, spiegano le note di presentazione della mostra, «ogni sosta è la rivelazione del mondo incantato dell’artista, metafora della conoscenza e della vita nella sua dimensione sorprendente e immaginosa raccontata attraverso il mito ed il segno arcaico. Un universo in continuo divenire che chiarisce la Storia dell’uomo dalle valenze totemiche alle scale, a ricordarci che siamo parte di un tutto a cui ricongiungersi».
Gino Masciarelli, 79 anni, teatino, è stato avviato all’arte, fin da piccolo, dal padre nella sua bottega artigiana. All’età di 23 anni si è trasferito a Milano dove ha lavorato al Centro sperimentale di ricerca scientifica Marinotti, occupandosi anche di ripresa cinematografica ad alta frequenza.
Da questa esperienza ha maturato la realizzazione di una serie di opere intitolata Voli. Nel 1969 ha aperto un suo studio nel quartiere di Brera, presto diventato un punto d’incontro di artisti e intellettuali nazionali e internazionali come Wilfredo Lam, Philip Martin, Mimmo Rotella, Gianni Dova, Marino Marini, Fernanda Pivano, Giorgio Gaber, Claudio Abbado, Giovanni Testori, Indro Montanelli e Giorgio Strehler.
Dal 1974 al 1984 è vissuto e ha lavorato tra Milano e il Nord America in particolare a Toronto. In questo periodo ha realizzato la serie di sculture del Ciclo Totemico. Dal 1990 ha alternato, per un decennio, la sua attività artistica tra l’Italia e la Germania, principalmente a Berlino dove ha realizzato sculture “a cera persa” nella storica fonderia d’arte Hermann Nöack. Le sue opere fanno parte di collezioni museali, fondazioni e collezioni private italiane ed estere.
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