I sensi di Moroni sculture, design e app in mostra a Milano

L’artista e architetto di Nereto espone all’Art in the City «Sono attratto dalle cose che narrano le attività dell’uomo»
«Nutrire i sensi-Feeding the senses». è questo il titolo della rassegna dedicata a Mariano Moroni che si inaugura, lunedì prossimo (ore 18), allo spazio Art in the City in via Medici a Milano e resterà aperta fino al 15 giugno. Abruzzese di Nereto, Moroni è un maestro emergente dell'arte contemporanea italiana e internazionale che con la sua attività poliedrica si avvale anche della contaminazione del design e dell'architettura. Pittore, architetto e designer, Moroni spazia nelle complessità dell'arte visiva contemporanea. Espone oltre che in Italia, Austria, Cina, Francia, Germania, Giappone, Lussemburgo, Portogallo, Spagna, Ungheria, Stati Uniti. Ha ottenuto riconoscimenti sia in Italia che all'estero. selezionato in concorso dalla Peggy Guggenheim Collection di Venezia. Di recente ha esposto al Pac e al Palazzo della Triennale di Milano , al Museo dell' Ara Pacis di Roma e al Padiglione Italia alla 54° Biennale di Venezia,
La mostra milanese rispecchia la poliedricità dell'artista attraverso tre progetti diversi e coesistenti.
Il primo è un'antologica che coglie il tema dell'esposizione universale milanese per tessere il percorso artistico di Moroni attraverso il tema del cibo, presentando la selezione di una ventina di opere che partono dagli anni Settanta per arrivare a oggi. «Le prime opere, prettamente novo figurative», si legge nelle note di presentazione della mostra, «cedono il passo ad opere materiche, assemblaggi, sculture e dipinti con al centro gli oggetti quotidiani e di scarto della produzione industriale favorite dalla collaborazione con grandi industrie come Cordivari, Proel, Guzzini». Tra le sue opere più conosciute: “Scarpe rosse“ della collezione Hogan, e “Il tavolo delle concert-azioni” (un fantasioso tavolo, tutto in bianco, cinto da chitarre ricolmo di stoviglie e bicchieri per rappresentare le relazioni umane, a volte paradossali). «Sono attratto da questi luoghi del fare, dove gli oggetti, le cose, gli strumenti, i colori, i materiali fascinosi ci narrano le attività umane», dice Mariano Moroni.
Il secondo progetto è un'esposizione monografica di selezionati prodotti di design Cordivari disegnati sempre da Moroni; il trittico “Feast” costituito da termoarredi frame picture; e un'installazione dedicata all'innovativo corpo scaldante Giuly della serie extraslim vincitore del premio internazionale IF Design Award 2014 progettato in collaborazione con l'artista.
Il terzo progetto riguarderà principalmente l'esperienza del visitatore. «Una tecnologia, nuova per l'Italia», si legge nelle note di presentazione della mostra, «permetterà di ricevere proposte contestuali di contenuti direttamente dalle opere. Si tratta di Ibeacon, un sistema di invio di flussi di dati automatici in prossimità della zona di interesse che funziona attraverso una app. I dati vengono ricevuti sullo smartphone o sul tablet e danno la possibilità al visitatore di ampliare la sua esperienza con descrizioni, video, immagini correlate o audio».
«Nei registri dell’artista», scrive Vincenzo Centorame nel catalogo della mostra, «ci sono certamente le capacità di esprimersi per mezzo dei materiali più vari ed apparentemente alieni dalla esperienza creativa. Indipendentemente dal linguaggio che viene adoperato si può parlare di una metafisica delle cose che si ricollega ai primi segni dell’espressività umana, quella in cui l’artefatto ha un doppio valore: come oggetto e come simbolo. Significativa la scultura “Senza titolo (The Aabsence)”, attraverso la quale l'artista è fortemente critico proprio nei confronti del rapporto attuale tra l’uomo ed il cibo. Si tratta di abiti vuoti sulla poltrona sui quali grava una grande forma di parmigiano in tutta la sua gastronomica eloquenza. Il rapporto vuoto-pieno ha una valenza che arriva subito così come l’errata concezione di quello che dovrebbe essere il ben-essere, proprio in senso ontologico, appunto».
Il catalogo è a cura della casa editrice Vallecchi di Firenze.
©RIPRODUZIONE RISERVATA