I tesori di Valleverde in mostra

Dal 25 aprile a Celano in esposizione libri e rarità del convento
CELANO. “Una Valleverde di parole, le cento anime di una biblioteca” è il titolo della mostra che aprirà i battenti il prossimo 25 aprile all’interno delle sale dell’auditorium Fermi di Celano e vi rimarrà fino alla fine di agosto.
Per la prima volta nella sua storia, volumi pregiati, quadri e altro usciranno dalla biblioteca del convento di Santa Maria Valleverde per essere esposti in un’altra sede. La mostra avrà come oggetto San Francesco d’Assisi, Tommaso da Celano suo primo biografo, una narrazione del francescanesimo in tutte le sue sfaccettature. La biblioteca di Santa Maria Valleverde racchiude al suo interno altri tesori, che verranno portati in esposizione, tanto rari quanto pregiati, come un libro scritto da uno dei figli di Cristoforo Colombo che narra le avventure del padre. Del volume esistono cinque esemplari in tutto il mondo. Verranno esposti anche alcune opere e quadri della collezione di Liborio Merolli, documenti provenienti da monasteri chiusi, paramenti sacri antichi e molto rari. Per celebrare l’evento verrà coniato anche un annullo filatelico speciale. Alla presentazione della mostra, ieri, hano partecipato il commissario straordinario, Mauro Passerotti, il parlamentare celanese Filippo Piccone e, per gli organizzatori, padre Osvaldo Lemme e la bibliotecaria Adriana Rossi, e i rappresentanti della One Group, l’associazione curatrice dell’evento.
«Voglio ringraziare lo staff che ha realizzato questa pregevole esposizione e le personalità intervenute, ricordando che questi eventi culturali possono solo dare lustro alla nostra cittadina», ha detto l’ex sindaco Piccone. «La precedente amministrazione comunale ha voluto promuovere questa iniziativa culturale, poiché la mostra può dare un contributo alla conoscenza, alla consultazione, alla divulgazione e alla testimonianza incancellabile del grande patrimonio culturale celanese; un tesoro che andava riscoperto e valorizzato».
«La nostra città», ha spiegato padre Osvaldo, «non può prescindere da due importanti cose: il Fucino e la cultura. La biblioteca di Santa Maria, da 30 anni, raccoglie opere e documenti importantissimi. Lì sono state prese notizie per molte tesi di lauree. E’ un luogo aperto a tutti in quanto la cultura non può e non deve essere riservata a pochi».
Soddisfazione per la mostra ha espresso anche il commissario Passerotti, il quale ha evidenziato come i frati francescani a Celano, così come altrove, sono stati sempre un punto di riferimento per la gente. Nel corso dell’incontro, infine, non poteva non essere menzionato padre Corrado Signore, il frate che a Celano, tra le altre cose, ha lasciato la clinica Immacolata.
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