I tre assi italiani in concorso parlano inglese

Guadagnino con Suspiria, Martone con Capri-Revolution e il Mondo in fiamme di Minervini
VENEZIA. È il primo anno che accade al Lido: i tre film italiani in corsa in questa 75ª Mostra del cinema di Venezia parlano inglese. Il segno di un’industria cinematografica che si apre al mercato anglosassone, primo nel mondo, come anche di una sprovincializzazione del nostro cinema iniziata da qualche tempo anche grazie alle tentazioni del ricco mercato della serialità tv d’autore di Sky e Netflix.
Di fatto si parla inglese in Suspiria, remake-horror d’autore firmato da Luca Guadagnino, si parla fifty-fifty italiano e inglese, come già nel titolo, in Capri-Revolution di Mario Martone e, infine, è slang americano in Che fare quando il mondo è in fiamme (What you gonna do when the world's on fire) di Roberto Minervini sulla mai risolta questione razziale negli Usa. Questo il terzetto italiano in concorso. Partendo da Minervini, con Che fare quando il mondo è in fiamme? il regista racconta tre storie di discriminazione nella comunità di afro-americani del Sud degli Stati Uniti durante l'estate del 2017 e ci porta nel privato della barista Judy, che cerca di mantenere a galla la propria famiglia allargata, di Ronaldo e Titus, fratelli che crescono in un quartiere violento. C'è poi Kevin, Big Chief della tradizione indiana del Mardi Gras, che lotta per tenere vivo il patrimonio culturale della sua gente. Alberto Barbera, direttore artistico del festival, descrive Suspiria di Guadagnino come una «sorpresa, un remake ambizioso con una Tilda Swinton mai vista prima, che interpreta tre ruoli». Sarà curioso vedere come il regista siciliano si sia misurato con questo horror e col pre-giudizio dei fan di Argento. Infine CaprI-Revolution di Martone che rinnova la sua voglia di rileggere la storia italiana e ci porta a Capri nel 1914, a ridosso della Grande guerra. (f.g.)
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