Ignis, l’anti traffico made in Japan

12 Dicembre 2016

Al debutto la piccola Suzuki: ora anche ibrida, connessa e con tutti i sistemi di sicurezza

Protagonisti del mercato, i segmenti A e B sono ambiti da tutti i costruttori, a cominciare dalla tradizione italiana nel Dna di Fiat. Ma il fenomeno non è solo del nostro Paese, per motivi soprattutto fiscali anche il Giappone privilegia le piccole, e i costruttori del Sol Levante da sempre sono protagonisti nelle “piccole” da città. A questa tradizione non sfugge Suzuki, che vanta una tradizione nelle 4x4 tascabili, a partire dalla J80 degli anni Settanta, poi trasformata in SJ 410/413, Vitara e, ancora oggi, Jimny.

Insieme con queste icone da oggi vivrà la nuova Ignis, tre metri e 70, quattro porte e quattro posti, spinta da un 1.200 quattro cilindri a benzina da 90 cavalli. Il cambio può essere manuale o automatico (robotizzato) su tutte le versioni, la trazione anteriore o integrale. Su tutte fa la differenza un’ibrida con un piccolo elettrico, destinato soprattutto a migliorare la coppia della nuova piccola che si affaccia nella gamma del costruttore giapponese. Quanto alla dinamica il cambio manuale dell’esemplare in prova ha mostrato una sufficiente precisione nella manovrabilità, e i cinque rapporti sono ben scalati, forse avremmo preferito un volante dal diametro minore, mentre ineccepibile è la tenuta di strada, grazie a un assetto sapientemente tarato con reazioni piuttosto rigide, ma che rendono perfetta in ogni occasione la traiettoria dell’auto.

Gli interni sono accoglienti per quattro persone, con un accorgimento razionale che aumenta la flessibilità di carico nel bagagliaio. Partendo, infatti dai 260 litri si può arrivare a 360 facendo scorrere (13 centimetri) i due sedili posteriori, che si muovono indipendentemente l’uno dall'altro per ottimizzare ancor più la flessibile polivalenza della nuova Ignis.

Auto nuova e connettività adeguata, sia con sistema android, sia con il car play. L’elettronica per la sicurezza poi parte dal Descent Hill Control, che mantiene la traiettoria nelle discese su fondi viscidi, fino ai tanti altri dispositivi che erano fino a ieri appannaggio di vetture di segmento superiore e che ritroviamo nella Ignis.

Tra tutti due telecamere anteriori (che “leggono” segnali stradali e ostacoli, collegate al sistema di sicurezza dell’auto), ma il colpo di genio di Suzuki Italia è stato tradurre finalmente in linguaggio comprensibile i dispositivi di sicurezza. A bordo perciò ci sono: “attentofrena”, “guidadritto”, “restasveglio” e “chiavintasca”, di più facile comprensione per noi italiani.

Le ambiziose previsioni di vendita per il 2017 in Italia sono di 7.000 unità, ma in Suzuki Italia sperano di rivedere le stime verso l’alto. Con un range di prezzi da 14.050 a 19.000 euro, la Ignis verrà proposta fino al 31 gennaio con uno sconto di 2.100 euro su tutte le versioni, abbassando la soglia di inizio fino a 11.950.

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