Il “5 per mille” all’Airc per battere il cancro
PESCARA. Per il 2021 Fondazione Airc ha messo a disposizione della ricerca oltre 125 milioni di euro. Un impegno frutto anche delle firme del “5 per mille” che hanno contribuito per quasi 90 milioni...
PESCARA. Per il 2021 Fondazione Airc ha messo a disposizione della ricerca oltre 125 milioni di euro. Un impegno frutto anche delle firme del “5 per mille” che hanno contribuito per quasi 90 milioni di euro. Circa 5.300 ricercatori hanno potuto contare su un investimento così importante anche grazie all’impegno del governo, che nel 2020 ha accelerato l’erogazione dei contributi. Circa 70 milioni di euro sono stati destinati a 500 progetti di ricerca e altri 20 milioni ai nove programmi di studio delle metastasi, causa di morte del 90% dei decessi per cancro.
«Solo la ricerca scientifica può aprire porte che sembrano sbarrate o di cui non immaginiamo l’esistenza», afferma Federico Caligaris Cappio, direttore scientifico di Fondazione Airc. I programmi di ricerca vengono selezionati da un gruppo di esperti internazionali e prevedono valutazioni intermedie a tre e cinque anni, per garantire ai donatori la verifica dell’efficacia dell’investimento. «Lo scopo è incrementare le conoscenze disponibili per individuare cure sempre più mirate e andare verso una medicina di precisione. La pandemia», aggiunge Caligaris Cappio, «ha messo a dura prova la ricerca. È indispensabile assicurare ai ricercatori una pianificazione di medio-lungo periodo che permetta loro di ottenere i risultati che tutti auspichiamo».
Alla guida dei programmi di studio alcuni tra i più qualificati scienziati italiani. Uno degli studi ha dimostrato che in alcuni casi di leucemia acuta linfoblastica è possibile utilizzare una combinazione di farmaci a bersaglio molecolare e di immunoterapia, in alternativa alla chemioterapia. A Torino, i ricercatori del programma “5 per 1000” hanno messo a punto la biopsia liquida che permette di individuare la recidiva del tumore in maniera precoce, senza indagini invasive. A Rozzano, invece, il programma ha l’obiettivo di valutare un vaccino contro la malattia metastatica per melanomi e sarcomi resistenti a immunoterapia e chemioterapia, mentre nel Lazio, all’Università “La Sapienza” la ricerca si concentra sui meccanismi metabolici in grado di sopprimere la risposta dell’organismo al tumore. Potrebbe essere così possibile individuare alcune cellule coinvolte in questo processo, quali potenziali bersagli di nuovi farmaci.

