Il bacino artificiale habitat ideale per la rara nitticora

1 Ottobre 2016

PENNE. Il bacino artificiale del Lago di Penne, costruito alla confluenza tra il fiume Tavo e il torrente Gallero, raccoglie ogni anno circa 8 milioni di metri cubi di acqua. Nel 1987 per tutelare la...

PENNE. Il bacino artificiale del Lago di Penne, costruito alla confluenza tra il fiume Tavo e il torrente Gallero, raccoglie ogni anno circa 8 milioni di metri cubi di acqua. Nel 1987 per tutelare la prima colonia di nitticora, nidificante nell’Italia centrale, la Regione Abruzzo ha istituito a Penne una Riserva Naturale Regionale. La Riserva del Lago di Penne confina con i comuni di Farindola e Montebello di Bertona e include un tratto del Tavo e del Gallero, provenienti dal Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Il paesaggio dominante nella riserva, oltre agli ambienti umidi, è caratterizzato dal mosaico alternato tra i tasselli naturali e i terreni coltivati. Il paesaggio dell’anima, come è stato definito il bacino mediterraneo, è svelato dal difficile rapporto tra diverse componenti sociali, ai limiti di un conflitto tra lo sviluppo economico e la sostenibilità ambientale. Nel Lago sono presenti diversi Ardeidi come l’airone cenerino, l’airone bianco maggiore e la nitticora, simbolo dell’oasi, nidificante dal 1983. Tra i mammiferi, il lupo viene segnalato sporadicamente a Collalto e lungo il fiume. La puzzola predilige le rive del lago e del fiume, mentre la volpe è più comune nelle campagne coltivate. Nella riserva di Penne è arrivato anche il capriolo. I diversi ambienti che circondano il Lago di Penne sono caratterizzati da boschi caducifogli di roverella, saliceti e pioppeti. Dalla sommità della collina di Collalto predomina una spettacolare vista dell’Appennino centrale, a centottanta gradi, con tre parchi nazionali, il Gran Sasso e Monti della Laga, i Monti Sibillini e la Maiella. La Riserva con il progetto “Mosaici Mediterranei” sostenuto da nove organizzazioni attive nei settori della tutela ambientale e dello sviluppo rurale nel bacino mediterraneo, vuole contribuire alla ricerca di soluzioni innovative per affrontare la minaccia che il cambiamento socio-economico e climatico pongono al patrimonio naturale. La Riserva, gestita dal Comune di Penne, è stata affidata in concessione, operativa e tecnica, alla cooperativa Cogecstre. La supervisione scientifica è affidata al Wwf. L’area protetta vestina rappresenta oggi un’importante realtà di sviluppo sostenibile a livello europeo grazie ai numerosi progetti realizzati. Nella Riserva è presente un orto botanico con oltre 400 specie vegetali. Numerosi gli uccelli, con 214 specie, soprattutto migratori, ma anche nidificanti e svernanti.