Il cavallo dagli etruschi al medioevo

Esposti agli Uffizi 100 nuovi tesori, con il carro di Populonia e rari teschi equini
FIRENZE. Il carro di Populonia, grande biga etrusca in legno, ferro e bronzo destinato al trasporto di re e nobili, l’enorme e pesantissimo cavallo marmoreo a grandezza naturale di epoca romana acquistato nel '500 da Ferdinando dei Medici (e non esposto agli Uffizi dal 2002), l’antico vaso greco che raffigura Atena insieme al cavallo di Troia, il famoso marchingegno che suggerì ad Ulisse per condurre gli Achei ad espugnare la leggendaria città dell'Asia minore: sono alcuni degli oltre 100 tesori archeologici esposti a Firenze nell'ambito di “A cavallo del tempo. L'arte del cavalcare dall'antichità al Medioevo”, mostra delle Gallerie degli Uffizi curata da Lorenza Camin e Fabrizio Paolucci e ospitata nella Limonaia settecentesca del Giardino di Boboli dal 26 giugno al 14 ottobre.
Obiettivo della rassegna – forte anche di prestiti internazionali da Atene, Colonia, Monaco – è raccontare fin dai suoi primi secoli l’antichissimo rapporto tra l'uomo e il cavallo, con una ricca raccolta di opere d'arte, oggettistica di uso comune (speroni, staffe, selle) e anche reperti di crani di cavalli morti durante antiche battaglie. In mostra ci sono due teschi equini, con tanto di morsi bronzei ancora attaccati ai denti, rinvenuti durante gli scavi della necropoli occidentale di Himera, dove nel 480 a.C., i Siracusani sconfissero i Cartaginesi in uno scontro che portò alla morte di centinaia di soldati. Nelle fosse comuni, evento raro, le cavalcature erano state seppellite insieme ai loro cavalieri. Altrettanto raro, come reperto, il carro di Populonia: il calesse etrusco, riemerso dagli scavi intorno alla metà del secolo scorso nella Fossa della Biga, è stato ricomposto grazie a intervento di restauro effettuato in occasione della mostra.
Nell'itinerario non poteva poi mancare la celebre testa di cavallo bronzea, di epoca romana, una delle opere simbolo del museo archeologico di Firenze. E a completare l’esposizione c’è infine una gigantesca proiezione a parete nella limonaia, ampia circa 300 metri: intitolata “A cavallo del tempo”, e diretta da Gianmarco D’Agostino, rafforza con immagini e filmati il racconto per opere d'arte dei millenni di amicizia tra l'uomo e il maestoso quadrupede. (t.g.)

