Il clavicembalo secondo Couperin Uno studio di Massimo Salcito

11 Maggio 2019

PESCARA. L’art de toucher le clavecin è un trattato celebre per chi si occupa di musica barocca. Apparso per la prima volta nel 1716, fu scritto da Francois Couperin per guidare i clavicembalisti...

PESCARA. L’art de toucher le clavecin è un trattato celebre per chi si occupa di musica barocca. Apparso per la prima volta nel 1716, fu scritto da Francois Couperin per guidare i clavicembalisti nelle pratiche esecutive riguardanti soprattutto i brani dello stesso Couperin. «Un metodo sicuro per eseguirli bene», scriveva il compositore francese. E infatti divenne presto una delle fonti primarie per lo studio del sistema di diteggiatura su strumenti a tastiera.
A Couperin e al suo trattato ha dedicato tempo e studio il docente di clavicembalo al conservatorio di Pescara Massimo Salcito, che oggi a Roma alle 17 alla Libreria La Stanza della Musica in via dei Greci, presenta il lavoro con Vera Alcalay docente di Clavicembalo al Piccinni di Bari. La monografia fa parte di un progetto nato in occasione delle celebrazioni per i 300 anni dalla pubblicazione del trattato che vedrà la pubblicazione degli atti di un convegno di Couperin che si è svolto a Pescara e di una serie di monografie. La prima è quella firmata da Salcito, dedicata all’Allemande in re minore, tratta da L’art de toucher le clavecin. «Lo scritto è la sintesi di un seminario e di alcune lezioni da me realizzate», spiega il musicista, «con e per gli studenti dei corsi di clavicembalo presso il Conservatorio di Musica di Pescara. L’interesse suscitato ed anche la varietà degli argomenti trattati (dalle diteggiature alle forme musicali, dall’analisi strutturale all’interpretazione) per un argomento apparentemente minore ha reso evidente come molte delle informazioni raccolte potessero essere effettivamente utili anche in altri contesti ed occasioni. Da qui la scelta di organizzare appunti sparsi e riflessioni varie in una forma più o meno omogenea».